Cimiteri per animali da compagnia: audizione in VII commissione
Molti spunti, apprezzamento per la proposta di legge. Si entra nella fase emendativa.

05/11/2026 - La commissione Sanità del Consiglio regionale si è riunita nella sala dei Latini per discutere circa la proposta di legge regionale disciplina i cimiteri per animali da compagnia. La presidente
Alessia Savo ha lasciato subito la parola alla consigliera
Marika Rotondi (FdI), prima firmataria, che ha illustrato il provvedimento. L’iniziativa, ha detto la consigliera, nasce dalla convinzione che il rapporto tra le persone e i loro animali da compagnia merita rispetto e attenzione, e una risposta da parte delle istituzioni. Il rapporto con i propri animali può avere la funzione di aiuto o di terapia per i nuclei familiari più fragili, e il momento della loro perdita può assumere un significato profondo. Ha poi aggiunto che con questa legge si vuole provvedere a colmare un vulnus normativo ‒ anche a livello nazionale ‒ sulla gestione e il funzionamento dei cimiteri per gli animali da compagnia, in modo chiaro strutturato e uniforme. Per la consigliera disciplinare la loro inumazione ridurrebbe, ad esempio, anche alcune pratiche improvvisate e dannose in termini igienici e sanitari, attuando una prevenzione dei rischi per il territorio e per le falde acquifere; è bene, quindi, agire in una fase dove ancora non sono presenti delle situazioni emergenziali.
Valeria Ficarelli, della direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria, ha chiesto di fare riferimento al regolamento europeo per quanto concerne la definizione di animale da compagnia. Con riguardo all’utilizzo dei fondi ministeriali da destinare ai cimiteri ha ricordato invece la loro indisponibilità, poiché vincolati alla legge sulla tutela degli animali d’affezione e sulla prevenzione del randagismo. Inoltre, ha precisato che il comma sull’anagrafe felina sarà superato da una banca dati nazionale per gli animali d’affezione di prossima adozione, e che le sterilizzazioni dei gatti che vivono liberi da parte di veterinari liberi professionisti, che si vorrebbero introdurre con la modifica della legge regionale n. 34/1997, sono già disposte dalle Asl. Secondo
Pierluigi Ugolini, direttore del dipartimento di Prevenzione e del Servizio veterinario dell’Asl Roma 4, la contrattualizzazione dei liberi professionisti per svolgere i compiti comunque previsti dalle Asl rappresenterebbe una deviazione economica che rischia di distogliere le risorse e renderle inutilizzabili. Il complesso della legge, però, rappresenta un atto di civiltà, che consentirebbe la corretta gestione delle spoglie degli animali da compagnia.
Florindo Micarelli, direttore del dipartimento dell’Asl di Latina e della Sanità animale, ha fatto presente che i vincoli cimiteriali di 200 metri potrebbero ostacolare la loro realizzazione sul territorio.
Michela Micci, Igiene e sanità animale della Asl di Rieti, ha accolto lo spirito della proposta, ma ha sollevato un possibile contrasto con l’attività dei liberi professionisti nella sterilizzazione dei gatti liberi, nonché nella loro definizione. Dello stesso avviso il collega reatino
Andrea Di Giambattista. La consigliera
Rotondi ha spiegato che probabilmente la parte relativa al comma in questione verrà cancellata per i motivi espressi dagli interventori.
Nicola Ferrarini della Asl di Viterbo ha definito la norma necessaria per la regolamentazione sul territorio, condividendo le perplessità sulla gestione dei fondi espresse da Ugolini. Ha chiesto che le risorse siano incanalate diversamente permettendo ai comuni di allargare anche la pianta organica. Anche
Antonella Pallone, Asl Roma 2 ha ricordato che la legge è ormai superata, e che sarebbe il caso di riscriverla.
Maria Girolama Falcone, della direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria, ha rassicurato gli auditi che l’allegato ha permesso un adeguamento della materia alle norme vigenti in attesa di una riscrittura del testo. Il consigliere
Novelli (M5s) è intervenuto, invece, per chiedere a
Savo di consegnare anche all’ opposizione tutte le osservazioni fatte in audizione, affinché la fase emendativa sia più partecipata e consapevole e si possa lavorare per approvare il testo all’unanimità. La presidente ha assicurato che per prassi tutti i contributi giunti in commissione sono poi distribuiti ai consiglieri, e che quando un testo produce degli effetti sui cittadini deve ambire all’eccellenza pur restando sempre perfettibile.
Aldo Volpe, della Asl Roma 5, ha detto che la norma raccoglie le esigenze di tutti i territori, e ha chiesto di allineare la proposta di legge, ad esempio, ad alcuni regolamenti come quello sui sottoprodotti di origine animale. Soddisfazione per il testo anche da parte di
Francesco Citriniti, Asl Roma 6, con la collega
Federica Carlevaro che ha ricordato il ruolo degli animali nel supporto alla fragilità delle persone, non soltanto ai disabili. Al termine degli interventi la presidente
Savo ha invitato tutti a inoltrare i loro spunti per emendare la norma, restando a loro completa disposizione.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio