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Giornata Mondiale della Pace

1 gennaio 2026
Giornata Mondiale della Pace01/01/2026
La Giornata Mondiale della Pace si celebra ogni anno il 1° gennaio ed è stata istituita da Papa Paolo VI nel 1967, ispirandosi all’enciclica Pacem in terris di Papa Giovanni XXIII.
L’iniziativa nacque con l’obiettivo di promuovere la pace tra i popoli e di richiamare l’attenzione sui grandi temi che attraversano la società contemporanea.
Ogni anno il Papa diffonde un messaggio tematico dedicato a questioni globali come il disarmo, il dialogo interreligioso, la giustizia sociale e la tutela dei diritti umani.

La giornata è celebrata in tutto il mondo attraverso preghiere, veglie e iniziative di solidarietà, coinvolgendo fedeli, diocesi e associazioni. Nata nel clima teso della Guerra Fredda, oggi la ricorrenza si concentra anche su sfide attuali come i conflitti armati, le migrazioni e i cambiamenti climatici.

Riconosciuta dall’ONU e da numerosi governi, la Giornata Mondiale della Pace rappresenta un segno di impegno universale per la non-violenza. In Italia, molte diocesi promuovono celebrazioni speciali, messe solenni e marce per la pace.
Il primo messaggio, diffuso nel 1968, invocava il cessate il fuoco e il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. Ancora oggi, questa ricorrenza ricorda che la pace è un bene comune da costruire giorno dopo giorno attraverso la responsabilità e il dialogo.

Per il 2025, Papa Francesco ha scelse il tema “Formare al sogno di pace”, sottolineando l’importanza dell’educazione, della solidarietà e dell’impegno personale e comunitario.
Il tema (messaggio) della Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2026 si intitola «La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante».

Questo messaggio invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra e ad abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia. La pace, secondo il testo, deve essere “disarmata” (non basata sulla paura o sugli armamenti) e “disarmante” (capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza). Non basta invocare la pace: bisogna viverla ogni giorno, rifiutando ogni forma di violenza, visibile o strutturale. A cura dell'Area Comunicazione del Consiglio regionale del Lazio
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Ufficio Stampa