Operatori educativi Oepac, i lavoratori chiedono continuità del servizio

Audizione in commissione, attualmente restano senza stipendio per tre mesi e mezzo l’anno.
L'audizione in sala Etruschi. 15/09/2026 - Il tema inziale dell’audizione erano le criticità del servizio di Operatore educativo per l'autonomia e la comunicazione (Oepac) nei Comuni di Anzio e Nettuno, ma in realtà si è trasformato in un appuntamento più generale per parlare della situazione di questi lavoratori che hanno lo stipendio legato all’apertura delle scuole e quindi per 9 mesi e mezzo l’anno. L’audizione si è svolta nella commissione Lavoro del Consiglio regionale, presieduta da Orlando Tripodi.

A illustrare la situazione hanno pensato Matteo Cirilli (Collettivo operatori Oepac Nettuno), Aniello Crescenzo (Fp Cgil), Massimiliano Morgante (Fp Cisl) e Alessandra Raciti (Uil). Si tratta – hanno spiegato di lavoratori che operano nelle scuole, ma non fanno parte dell’organico. Quindi quando le scuole sono chiuse rimangono senza stipendio. Perdono salario anche quando i bambini a cui dovrebbe essere dedicato il servizio sono assenti. Secondo i sindacati, per risolvere definitivamente il problema servirebbe un intervento legislativo nazionale. Ma anche la Regione può avere un suo ruolo positivo, avviando, ad esempio una programmazione di interventi durante l’estate.

Fabio Capolei (FI), che ha chiesto l’audizione ha auspicato “un incontro in tempi brevi con gli assessori al Lavoro e ai Servizi sociali per trovare soluzioni concrete”.

Adriano Zuccalà (M5s) ha spiegato che il “problema che non riguarda solo Anzio e Nettuno. Si tratta di un tema che va affrontato in diversi ambiti di competenza, come Regione possiamo finanziare altre linee parallele di supporto: centri estivi, supporto domiciliare. In questa maniera si garantirebbe continuità lavorativa e assistenza per i bambini”.  Per Alessandra Zeppieri (Polo progressista) si tratta di “un tema fondamentale per i lavoratori, ma anche per la comunità scolastica. Gli alunni più fragili hanno diritto alla continuità dell’assistenza. La soluzione principe sarebbe l’internalizzazione del servizio”.

Sono intervenuti anche il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, quello di Nettuno Nicola Burrini e l’assessora ai servizi sociali di Anzio Rita Pollastrini mettendo in evidenza che i Comuni hanno una carenza di fondi sempre più grave mentre la richiesta di servizi sociali continua ad aumentare.

Il presidente Tripodi ha spiegato che “il disegno di legge nazionale è ancora in alto mare, la Regione farà la sua parte, i fondi per i distretti socio-sanitari sono stati aumentati. Sto preparando una proposta su questi temi, possiamo attivare da subito un tavolo regionale per trovare soluzioni condivise”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio