Audizione sulla proposta di legge su formazione professionale, apprendistato e tirocini

Ampio consenso sul provvedimento presentato da Iannarelli ma anche proposte integrative e qualche critica.
La vicepresidente della IX commissione, Maria Chiara Iannarelli, durante l'audizione sulla sua proposta di legge. 21/09/2026 - La commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio, presieduta dalla vicepresidente: Maria Chiara Iannarelli (Fratelli d'Italia), ha svolto oggi un’audizione sulla proposta di legge regionale n. 236 del 21 novembre 2025 concernente: “Sistema regionale integrato d'istruzione e formazione professionale e dell'orientamento per la transizione tra la formazione e il lavoro, promozione dell'apprendistato e qualificazione dei tirocini”.

È stata la stessa vicepresidente Iannarelli, prima firmataria della proposta di legge, ad aprire la seduta con una sintesi della relazione (il provvedimento era già stato illustrato nella seduta del 16 giugno scorso). “Il provvedimento punta a rafforzare il raccordo tra percorsi formativi e mercato del lavoro, promuovendo strumenti quali l’apprendistato e la qualificazione dei tirocini, in una prospettiva di maggiore occupabilità dei giovani e di risposta alle esigenze delle imprese”, ha detto Iannarelli.

Subito dopo, sono iniziate le audizioni con i soggetti invitati a dare un contributo alla proposta di legge. Nel corso dei numerosi interventi, è emerso che vi è la necessità di aggiornare la normativa risalente a 11 anni fa (Legge regionale 5/2015), visto che nel frattempo il settore ha visto tante novità. Tanti sono stati i giudizi di apprezzamento sul provvedimento, ma non sono mancate anche proposte migliorative e poi qualche critica su alcuni punti specifici. L’audizione si è articolata in due momenti: prima le associazioni datoriali e gli esperti; poi i rappresentanti dei sindacati.

Il primo a intervenire è stato Giulio Salerno, professore ordinario di diritto costituzionale e pubblico all’Università di Macerata, il quale ha espresso apprezzamento per l’impegno ad aggiornare la materia e per l’impostazione completa e integrata, ma ha manifestato preoccupazione per la possibilità di un calo della qualità della formazione se non si presta adeguata attenzione ai requisiti richiesti per i gli accreditamenti e ai curricula dei docenti. Stefano Zanaboni (Associazione Patto Lavoro) ha espresso apprezzamento per l’impianto normativo, con particolare riferimento al coinvolgimento della popolazione carceraria, ma si è detto sorpreso per l’esclusione dei servizi per il lavoro, le politiche attive.
Giudizi positivi sulla legge proposta da Iannarelli sono arrivati da Marco Caranzetti (Confcommercio), Raffaella Merlino (Unindustria), don Giuliano Giacomazzi (presidente Forma Nazionale), suor Novella Gigli (Forma Lazio) e Antonella Torzillo (Confagricoltura). Quest’ultima ha fatto solo una osservazione relativa alla formazione continua per gli adulti, presente nella relazione della legge ma poi abbastanza sfumata nell’articolato del testo. Infine, Emmanuele Massagli, professore Università Lumsa, ha fatto una relazione puntuale su numerosi articoli, esprimendo un generale apprezzamento per la legge e suggerendo qualche modifica migliorativa.

Per quanto riguarda i rappresentanti sindacali, la legge ha incassato un generale apprezzamento da parte di Cisl, Uil, Ugl e Clas. Alessandra Romano (Cisl) ha valutato molto positivamente l’impianto generale e complessivo della proposta di legge, “essendo una norma quadro che tiene conto di ogni condizione determinante per costruire un sistema IeFP valido e integrato, in raccordo con il sistema dell’istruzione e del mondo del lavoro, soprattutto a distanza di 11 anni dall’entrata in vigore della L.R. 5/2015 e acquisendo i cambiamenti sociali avvenuti, come un elemento cardine per novellare la norma, che si pone, dunque, come riforma organica”, ha detto Romano. Alessandra Raciti (Uil) ha sottolineato l'importanza delle disposizioni sull'orientamento e ha suggerito di prestare maggiore attenzione alle differenze territoriali. Armando Valiani (Ugl) ha parlato di una legge "non solo integrativa ma anche partecipativa", una sorta di "cabina di regia". Davide Favero (Clas) ha definito "positiva, organica" la legge, "che va a colmare le lacune della legislazione vigente". Posizione critica, invece, quella di Paola Marconi, referente formazione professionale Flc Cgil Roma e Lazio, che ha diviso gli aspetti negativi in due elenchi: da una parte le criticità afferenti al mondo degli alunni e degli studenti; dall’altra, quelle ricadenti sui lavoratori stessi. Nel primo elenco, Marconi ha citato, tra l'altro, "la forte riduzione dei requisiti di accesso degli Enti che erogano il servizio, l’allargamento della platea dei soggetti attuatori sempre più spinto verso i privati in sostituzione di istituzioni pubbliche, il rischio di abbassamento della qualità del servizio con l’ingresso di soggetti che potrebbero non avere esperienza pluriennale nel settore e l’assenza di risorse nuove da investire". Rispetto ai lavoratori, Marconi si è detta preoccupata per il venir meno di uno dei requisiti fondamentali di accesso per gli Enti erogatori che era l’applicazione del Ccnl Formazione Professionale. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio