Sicurezza integrata, primo ciclo di audizioni in commissione
Apprezzamento per la proposta di legge, al centro degli interventi formazione del personale, contrasto agli abusivi e ruolo delle guardie giurate.

06/10/2026 - La commissione Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, partecipazione, risorse umane, enti locali, sicurezza, lotta alla criminalità, antimafia del Consiglio regionale, presieduta da
Flavio Cera, ha tenuto un’audizione sulla proposta di legge sulla sicurezza integrata,
illustrata nella seduta del 10 settembre scorso.
La legge, ha detto la prima firmataria
Eleonora Berni (FdI) introducendo l’audzione, è complementare alle funzioni della polizia locale e va in aiuto degli enti locali valorizzando le figure professionali capaci di prevenire e gestire le criticità. È complementare anche ad altre leggi su cui la I Commissione sta lavorando, come la costituzione di parte civile della Regione per le aggressioni ai lavoratori della sanità, del trasporto pubblico locale e del volontariato.
Nella prima parte della seduta sono intervenuti
Loredana Tozzi, responsabile legislativo di Federalberghi,
Claudio Verzola, vicepresidente dell’Associazione italiana sicurezza sussidiaria,
Fabrizio Patrizi, presidente Associazione commercianti Rione Trevi. Per il Comitato di quartiere Italia Ippocrate erano presenti il presidente
Giovanni Aliquò e il portavoce
Stefano Bertuzzi, poi
Alessandro Pimpini, segretario generale dell’Unione nazionale imprese di vigilanza e servizi di sicurezza,
Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore organizzativo del Forum della notte,
Giovanni Alberto Campisano, responsabile di itTaxi, lo studente
Gabriele Massari, e infine gli addetti ai servizi di controllo
Fabrizio Pellegrini e
Claudio Colli.
Gli interventi hanno evidenziato che la formazione di personale qualificato è imprescindibile per la buona riuscita delle attività di sicurezza sussidiaria e che, per la prevenzione dei fenomeni, specialmente in aree soggette a forte rischio da parte della microcriminalità, sarebbe opportuno istituire una centrale di controllo per il monitoraggio, e sistemi per la condivisione dei dati gestiti dalla Regione. Bisognerebbe promuovere le società che abbiano una centrale operativa, favorire non solo l’installazione, ma anche la gestione dei servizi di videosorveglianza e attuare un rilevamento sistematico dell’inquinamento acustico. Inoltre, sarebbe necessario contrastare gli abusivi del settore, favorire le aziende autorizzate e rispettare il costo della mano d’opera. Introdurre sistemi integrati di mobilità aiuterebbe nella gestione della grande concentrazione di flussi delle ore notturne, contribuendo all’aumento della sicurezza nelle città. Gli auditi hanno, in generale espresso apprezzamento per la proposta di legge concordando sull’importanza di condurre una battaglia sulla sicurezza, attraverso il dialogo tra gli amministratori e le categorie. Solo così è possibile contemperare esigenze diverse: la tutela del lavoro, il divertimento, la sicurezza.
Nella seconda parte della seduta hanno preso la parola
Emiliano Santacroce, dirigente Asl Roma 5,
Roberto Gabino, dirigente Ugl per la sicurezza sussidiaria,
Massimiliano Mutti, albergatore,
Carmelo Ciaramitaro, dipendente del Difensore civico della Regione Lazio. Infine, per l’Associazione nazionale istituti di vigilanza, il vicepresidente
Giulio Gravina,
Antonio Ancona del consiglio direttivo, e
Marco Dal Puppo, esperto di sistemi aeromobili di videosorveglianza.
Gli auditi hanno chiesto di non trascurare l’importanza degli obblighi dei datori di lavoro, in particolare per la valutazione dei rischi a cui vanno incontro i lavoratori, e di promuovere la comunicazione in contesti critici e di interculturalità frequenti nelle ore della vita notturna. È stata, inoltre, evidenziata l’importanza del contributo che le pattuglie di vigilanza privata potrebbero fornire sul territorio della città di Roma se maggiormente coinvolte, ribadendo il carattere sussidiario della sicurezza integrata, non sovrapponibile alle funzioni esclusive della polizia. Si è discusso della necessità di ampliare i fondi dedicati alla sicurezza urbana, di promuovere la tutela della legalità non solo nelle aree frequentate dai turisti, ma anche per i cittadini stessi, e dell’opportunità di poter controllare i fenomeni come quelli della movida, dell’abusivismo e degli assembramenti, anche attraverso il pattugliamento tramite droni. È stato poi auspicato un aggiornamento della disciplina sulle guardie particolari giurate che superi la concezione di scopo per tutela del patrimonio.
Berni, chiudendo le audizioni, ha ricordato come oggi la sicurezza urbana non può essere gestita più esclusivamente dagli enti locali, ma c’è bisogno del coinvolgimento di professionalità formate per gestire ambiti di intervento complessi. Si è detta quindi fiduciosa del sentimento di collaborazione dimostrato in audizione e dei contributi proposti, chiaro segno di quanto la sicurezza sia percepita come un valore condiviso.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio