L'Osservatorio di Pavia in videoconferenza

Audizione con la terza Commissione in sala Mechelli.
Un momento dell'audizione in videoconferenza con il presidente dell'Osservatorio di Pavia, Caretta (sullo schermo). 20/11/2018 - La terza commissione consiliare permanente, Vigilanza sul pluralismo dell’informazione, presieduta da Davide Barillari (M5s), si è riunita oggi in sala Mechelli per un’audizione in videoconferenza del presidente dell'Osservatorio di Pavia, Andrea Caretta, su “Il pluralismo dell'informazione e il fenomeno della disinformazione”. Caretta ha esordito ricordando che l’istituto da lui guidato nasce in occasione delle elezioni politiche del 1994, quando non esisteva ancora alcuna autorità che si occupasse di telecomunicazioni. “La Rai, presieduta da Claudio Demattè – ha ricordato Caretta – si pose il problema di organizzare il monitoraggio dei politici in tv.

L’attività dell’Osservatorio dal 1995 è continuata e si è poi estesa anche con collaborazioni con organismi internazionali e in quei paesi in transizione verso un sistema democratico, come Montenegro, Serbia, Slovacchia, e con il Consiglio d’Europa e l’Unione europea”.

Barillari, dal canto suo, ha presentato a Caretta la commissione da lui presieduta, ricordando che in Italia è l’unica commissione che fa vigilanza e leggendo i passaggi che la riguardano dello Statuto della Regione Lazio. Barillari è poi passato a chiedere a Caretta le modalità di analisi e monitoraggio dell’Osservatorio, in tema di pluralismo, ma anche qualità dei prodotti giornalistici. “La misura del pluralismo – ha spiegato Caretta – viene data da quanto un soggetto politico è presente in video.

Due sono gli indici di riferimento: la presenza in base al tempo di apparizione in video e e quanto si parla del soggetto politico in questione. Esistono delle norme in materia. Per le notizie queste regole valgono fino a un certo punto, perché deve essere tutelata l’esigenza di tutelare la notizia, devono essere rispettati i criteri di notiziabilità. Tra i criteri in tema di qualità dell’informazione, si può andare a valutare se su un determinato tema sono state consultate più fonti”. Caretta ha poi spiegato che viene monitorato anche il cosiddetto infointrattenimento: anche in quel caso, il servizio pubblico radiotelevisivo garantisce un’equilibrata rappresentanza ai politici.

Nel corso dell’audizione, è stato affrontato anche il tema delle cosiddette fake news. Caretta ha riferito che gli strumenti per il monitoraggio nei social ci sono, Google e Facebook già effettuano un monitoraggio su contenuti potenzialmente pericolosi, ma i tempi per fare rimuovere le fake news sono molto lunghi. “Per contrastare questo fenomeno gli organi d’informazione devono svolgere una funzione educativa e aiutare a discernere. E’ comunque sempre difficile introdurre regole che vietano la diffusione di notizie”, ha detto Caretta in proposito. A conclusione dei lavori, Barillari ha ipotizzato una collaborazione tra terza commissione e Osservatorio di Pavia, per monitorare il panorama dell’informazione nel Lazio. All’incontro hanno partecipato i consiglieri Rodolfo Lena (Pd) e Emiliano Minnucci (Pd). A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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