Comuni in difficoltà, via libera alle regole per accedere al Fondo antidissesto finanziario

Parere favorevole dalla prima e dalla quarta commissione allo schema di deliberazione di Giunta n. 81
Il presidente della prima commissione, Lena, asinistra nella foto, e il presidente della quarta, Refrigeri. 05/11/2019 - La commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Fabio Refrigeri (Pd), e la commissione Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, partecipazione, risorse umane, enti locali, sicurezza, lotta alla criminalità, antimafia, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), riunite in seduta congiunta, hanno dato parere favorevole allo schema di deliberazione della giunta regionale n. 81, concernente la definizione dei nuovi criteri e delle modalità di accesso al “Fondo per prevenire il dissesto finanziario dei comuni” (2,7 milioni di euro per ciascuna annualità 2019 e 2020). Lo schema di deliberazione riguarda anche l’istituzione della Commissione tecnica di supporto per la valutazione delle domande di concessione e l’individuazione delle procedure e dei parametri di controllo a cui sottoporre l’ente beneficiario del contributo per prevenire il dissesto finanziario. Lo schema di deliberazione è stato approvato con un’osservazione formulata nel corso dei lavori che sposta dal 15 al prossimo 22 novembre il termine per la presentazione delle domande.

A illustrare il provvedimento è intervenuto il direttore della direzione regionale Bilancio, governo societario, demanio e patrimonio, Marco Marafini, il quale ha ripercorso le tappe della normativa sia nazionale che regionale in materia di pre-dissesto finanziario degli enti locali. Marafini ha ricordato che la Regione Lazio ha una normativa ad hoc per i comuni in difficoltà finanziarie fin dal 2011 (art. 1 commi da 76 a 79 della legge 12/2011 istitutiva del fondo, modificata nel 2017 e nel 2018), e le modifiche intervenute nella normativa nazionale sulla stessa materia.

A tale proposito, nel giudizio di parifica al Rendiconto generale della Regione Lazio 2018, la Corte dei conti ha sollevato dubbi circa la compatibilità dei contributi erogati dalla Regione, in base alla normativa regionale sopra ricordata, ai comuni che abbiano già fatto ricorso al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’articolo 243 bis, e contestualmente al Fondo di rotazione di cui all’articolo 243- ter del Testo unico degli enti locali (Tuel, dlgs 267/2000), con finalità di risanamento finanziario per comuni e province in condizioni di accertato squilibrio finanziario al fine di prevenirne il dissesto. Di qui la censura della Corte dei conti (la Regione dovrà chiedere indietro fondi erogati ad alcuni comuni) e la precisazione, nello schema di deliberazione 81, che i comuni che fruiscono dei benefici statali non possono fruire anche di quelli regionali.

Nel corso della seduta è intervenuta la consigliera Valentina Corrado (M5s), secondo la quale la delibera è senz’altro condivisibile e utile per gli enti locali. Opinione condivisa anche da Enrico Panunzi (Pd) il quale ha espresso alcune perplessità su alcuni parametri per valutare le domande, usati dall’apposita commissione regionale, composta da tre dirigenti regionali, tra i quali il direttore regionale Marafini che la presiede, e da un rappresentante dell’Associazione nazionale dei comuni (Anci) del Lazio. E proprio su quest’ultimo punto ha chiesto chiarimenti Orlando Tripodi (Lega), unico astenuto al momento del voto. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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