Piano rifiuti, con la relazione di Valeriani parte l'iter in commissione

L’assessore ha illustrato il documento che programma la gestione dei rifiuti fino al 2025. Roma rimane centrale nella discussione: la giunta si riserva di presentare un emendamento per eliminare il sub ambito autonomo della Capitale.
Foto di Alessandro Antonelli. 03/02/2020 - Con l’illustrazione da parte dell’assessore Massimiliano Valeriani di fronte alla commissione Urbanistica, politiche abitative e rifiuti, presieduta da Marco Cacciatore, è partito l’iter del Piano per la gestione dei rifiuti in Consiglio regionale.

Valeriani, come già aveva fatto in Aula la settimana scorsa, ha delineato la situazione attuale, a partire dalle criticità, per arrivare agli obiettivi che il Piano si pone: passare da una gestione lineare del rifiuto (raccolta e smaltimento in discarica o in termovalorizzatore) a una circolare, in cui, progressivamente, la parte del leone dovranno farla la riduzione della quantità prodotta, il riciclo e il riuso e non più lo smaltimento. Il tutto in base ai principi dell’autosufficienza e della prossimità: il ciclo va chiuso all’interno degli ambiti territoriali (Ato) individuati. Il piano prevede cinque Ato, più un sub ambito per il Comune di Roma. Su questo punto, vista l'individuazione della discarica di servizio da parte del Campidoglio, l’assessore ha annunciato che “la Giunta regionale si riserva la presentazione di un emendamento per eliminarne l’istituzione”. Giudizio positivo dunque sul “cambio di rotta del Campidoglio, che ha finalmente riconosciuto la ncessità di dotare la città di Roma di un impianto di smaltimento  da realizzare all’interno dei confini comunali”.

Per quanto riguarda le criticità – e dunque gli impianti necessari in ciascun Ato - Valeriani ha ricordato la carenza di discariche di servizio, che “non riguarda solo Roma e la sua provincia, ma interessa anche Frosinone e Latina. A questo poi si aggiunge la condizione della provincia di Rieti dove non è presente alcun impianto per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani”. Confermato il no alla realizzazione di nuovi termovalorizzatori: “La capacità necessaria a livello regionale – ha spiegato – scenderà sotto le 400mila tonnellate annue nel 2022, pertanto la potenzialità attuale dell’unico impianto operativo, quello di San Vittore risulta sufficiente”. Restano, invece, molto al di sotto delle necessità le capacità degli impianti di compostaggio, soprattutto per quanto riguarda Roma: secondo le previsioni le raccolte di organico arriveranno a 360/390mila tonnellate annue a fronte di una capacità di trattamento di sole 30mila.

Nel Piano centrale è il ruolo del nuovo presidio industriale di Colleferro, che andrà a sostituire il vecchio termovalorizzatore. LazioAmbiente, società della Regione, progetterà l’impianto che dovrà “estrarre risorse dai rifiuti”, producendo le cosiddette “materie prime seconde”. In questa maniera si valorizzerà anche la società che “potrà essere ceduta e messa sul mercato, come prevede la legge Madia”. Allo stato attuale, secondo Valeriani “senza negare la necessità attuale della termovalorizzazione dobbiamo pianificarne da subito anche il superamento”.

In generale, l’obiettivo che il Piano rifiuti si pone  è quello di portare la raccolta differenziata su base regionale dall’attuale 47 per cento al 70 per cento entro il 2025. L’assessore, infine, ha ricordato le ingenti risorse messe a disposizione dei Comuni negli ultimi anni, circa 80 milioni di euro, proprio per incentivare la differenziata e le altrettanto ingenti risorse che nei prossimi anni la Regione investirà per incentivare la realizzazione di impianti pubblici, “su cui noi continuiamo a puntare, perché i Comuni non possono essere solo spettatori lasciando tutto il guadagno ai privati”. Ricordate anche le iniziative già prese, dalla tariffazione puntale (che tiene conto della quantità di rifiuti prodotta) alle iniziative contro la plastica monouso, alla bonifica della Valle del Sacco.

“Servono senso responsabilità e coraggio – ha concluso l’assessore – per fare un salto di qualità: non è solo un tema di decoro urbano, ma di igiene e salute per le nostre comunità”.

Dopo la relazione è iniziato il dibattito generale. Ha aperto Antonio Aurigemma (Gruppo misto) che ha accolto la richiesta di senso di responsabilità ma a patto che non sia “un piano blindato  e si fondi su previsioni realistiche. Quello presentato non è un piano rifiuti, ma un piano di trasporto dei rifiuti altrove”. Fabrizio Ghera (FdI) è tornato sulla decisione del Comune di Roma di realizzare la nuova discarica nella Valle Galeria, “territorio dove non è proponibile” e ha puntato il dito sul “rimpallo di responsabilità continuo fra Raggi e Zingaretti che ha minato la fiducia dei cittadini verso le istituzioni”. Gino De Paolis (Lista Zingaretti) si è detto contrario all’eliminazione del sub ambito di Roma, critico sulla localizzazione della discarica di Roma anche Daniele Giannini (Lega) che ha chiesto anche “il massimo impegno della Giunta per garantire i lavoratori di LazioAmbiente”. Sulla questione del sub ambito romano è intervenuto anche Eugenio Patanè (Pd) che ha invitato a usare il “principio della precauzione e ipotizzare lo scenario peggiore possibile. Non credo all’affidabilità del Comune di Roma: scegliere la Valle Galeria per la nuova discarica significa non volerla fare”. Secondo Devid Porrello (M5s) si tratta di un “piano necessario e importante, sul quale la Regione è in ritardo, che deve porsi l’obiettivo di fare cultura: dobbiamo superare la paura dei cittadini e puntare sugli impianti davvero necessari e sull’economia circolare”. Sulla necessità di rispettare il principio di prossimità è tornata Marietta Tidei (Gruppo misto): “Il sub ambito di Roma non solo obbliga il Campidoglio a prendersi le sue responsabilità, ma mette alla prova anche gli amministratori degli altri Comune della Provincia”. Sulla questione della Valle Galeria è intervenuto anche Paolo Ciani (Centro solidale): “Bisogna iniziare a ragionare in maniera nuova, con maggior serietà e responsabilità: Roma ha non solo il peso dei suoi 3 milioni di abitanti, ma anche dei flussi turistici e dei pendolari”.

In conclusione del dibattito generale Marco Cacciatore ha ribadito la necessità di “puntare su riduzione, riciclo e riuso, per rendere marginale il recupero energetico e la termovalorizzazione.”   Cacciatore ha poi ribadito la necessità di prevedere un ambito a sé per Roma, visto che “produce oltre il 60 per cento dei rifiuti dell’intera Regione. Troppo grande un Ato che comprenda l’intera provincia”. Nei prossimi giorni sarà predisposto, con l’ufficio di presidenza della commissione, un calendario di audizioni con tutti i soggetti interessati al Piano rifiuti.

L’assessore Valeriani, nella replica, ha ribadito la funzione del Piano, che è quella di programmare e non di localizzare gli impianti e ha auspicato una discussione senza pregiudizi: “Noi abbiamo scritto qual è la nostra visione, la nostra proposta. Siamo pronti a recepire tutte i miglioramenti che arriveranno dalla commissione”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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