Piano energetico regionale, comitati e associazioni chiedono "scelte più chiare"

Proseguono le audizioni in commissione Lavori pubblici, l'assessore Alessandri: “Disponibile a valutare la questione delle aree non idonee ai nuovi impianti”.

06/07/2020 -

La commissione Lavori pubblici e infrastrutture del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Eugenio Patanè, ha proseguito oggi il ciclo di audizioni dedicato al Piano energetico regionale (Per).

Ad aprire gli interventi hanno pensato Nicola Zandonà e Roberto Francia (Cinque international), che hanno illustrato le possibilità dell'utilizzo dell'idrogeno come vettore energetico con caratteristiche uniche: alto contenuto energetico, possibilità di produrlo senza emissioni di Co2, possibilità di utilizzarlo come combustibile non inquinante e infine possibilità di utilizzo in pile a combustibile ad alto potenziale, per elettrificare settori della mobilità. “Per raggiungere gli obiettivi della Cop 21 sulla riduzione delle emissioni, l'utilizzo di idrogeno verde – hanno spiegato – è essenziale. Anche la Regione Lazio può trarre notevoli vantaggi dallo sviluppo di una industria basata sull'idrogeno: il piano energetico regionale può essere l'occasione per allinearsi alle nuove direttive europee. E' già possibile ipotizzare alcuni progetti, dal trasporto su gomma e su ferro, a nuove attività manifatturiere nelle aree di crisi”.

Giancarlo Ceci (comitato Alternativa sostenibile) ha parlato di “insoddisfazione rispetto al Piano energetico” e di “molte perplessità sul modo in cui si individuano le modalità per raggiungere gli obiettivi. Manca la progettazione delle politiche energetiche: se non c'è chiarezza a livello nazionale non si possono individuare obiettivi concreti da raggiungere”.

D'accordo anche Giorgio Libralato (Comitato abitanti di via Monfalcone): “I dati di riferimento non sono aggiornati, il Per deve essere coordinato con il piano regionale dei rifiuti, le nuove tecnologie sono la via giusta, dobbiamo bloccare i finanziamenti agli impianti più inquinanti: ci sono una serie di contraddizioni, la Regione Lazio deve indicare la direzione verso cui vuole andare”. Giuseppe Girardi (Comitato No discarica Tragliatella) ha ricordato la “carenza storica di una politica energetica in Italia. Non è condivisibile la sostituzione del carbone con il gas per la produzione di energia elettrica, perché l'estrazione e di trasporto del gas stesso producono molta anidride carbonica. Bisogna puntare fortemente sull'efficienza energetica e sul solare. Utilizzare la frazione umida dei rifiuti per produrre biomasse è una contraddizione”. Ina Camilli (Comitato residenti Colleferro), dopo aver ringraziato la commissione per l'invito, si è riservata di valutare le ricadute sulla Valle del Sacco.

La consigliera Gaia Pernarella (M5s) ha ribadito “la valutazione negativa sugli impianti per la produzione di energia da rifiuti organici: vanno individuate le quantità autorizzate nella Regione e le aree non idonee”. Marco Cacciatore ha ricordato “le contraddizioni che ci sono nelle norme europee e nazionali che sconsigliano il recupero energetico come forma di trattamento dei rifiuti, mentre nella realtà, nel Lazio, abbiamo a oggi 102 richieste di autorizzazione di impianti di questo tipo, perché altre norme incentivano queste tecnologie”.

Ha concluso la seduta l'assessore regionale Mauro Alessandri che ha parlato di “spunti interessanti in molti degli interventi. Per quanto riguarda la necessità di aggiornamento dei dati, è ovvio che uno strumento di programmazione deve partire da punti fermi, si deve tentare di chiudere un percorso iniziato da molto tempo fa. Massima disponibilità a tutti gli interventi migliorativi che arriveranno dal confronto con la commissione e dai documenti presentati dagli auditi. Per quanto riguarda le aree non idonee agli impianti, disponile a inserirle nel Piano, anche se ho il dubbio se possa essere un documento di questo tipo a farlo”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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