Urbanistica, il punto sul programma di recupero urbano Laurentino

Coro unanime dalla commissione consiliare: le opere pubbliche devono essere completate insieme a quelle private.
La sede del Consiglio regionale. 13/10/2020 - Un programma di recupero urbano con venti anni di storia, ma che, malgrado il lungo periodo trascorso, ha ancora gravi ritardi, soprattutto per le opere pubbliche previste: una piazza, una passerella pedonale di collegamento e un palazzo da adibire a sede del Municipio. La situazione è stata illustrata con vari interventi nel corso dell’audizione che si è svolta oggi nella commissione Urbanistica del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Marco Cacciatore.

Paolo Mancuso, presidente della commissione Urbanistica del IX Municipio di Roma, ha parlato di
“situazione delicata, presto discuteremo una risoluzione specifica sulla vicenda. Lo scopo del programma di recupero è dotare il territorio di servizi, ma le opere pubbliche sono in ritardo, altre rimangono appese. Doveva essere disponibile una piazza pubblica, pronta soltanto al 60 per cento, mentre la parte privata, il centro commerciale Maximo, è pronta ad aprire. Manca l’edificio per uffici pubblici previsti, è stata stralciata l’opera di collegamento fra il quartiere, la piazza e l’edificio pubblico, una passerella pedonale, per una presunta interferenza fra il ponte e le linee filobus sulla Laurentina.
Da parte sua Carlo Maria Chiossi, presidente commissione urbanistica comunale, ha spiegato “che Il ponticello di collegamento con il quartiere non è neanche menzionato nella convenzione. Quindi occorrerà rivedere il progetto. I 600 mila euro destinati alla realizzazione di questa opera sono stati spalmati sulle altre. I privati  hanno ancora cinque anni di tempo per concludere le opere. L’orientamento del Comune è di non rilasciare l’autorizzazione all’esercizio al centro commerciale prima che le opere pubbliche siano ultimate.
“Questo programma di recupero rischia di trasformarsi nell’ennesima beffa per questo quartiere”, ha spiegato Manuel Gagliardi, consigliere Pd del IX Municipio. Mentre Alberto Voci, dell’assessorato Urbanistica Regione Lazio, ha riassunto i passaggi di questo programma di recupero: “L’accordo - ha ricordato - è stato sottoscritto da Regione, Comune e ministero dei Lavori pubblici. Ci sono state molte irregolarità attuative. Le opere pubbliche a carico dei privati sono tre: piazza, passerella e sede municipio, questo c’è scritto nella valutazione di impatto ambientale rilasciata dalla Regione. In più ci sono 40 milioni di euro di oneri concessori e contributo straordinario, che dovevano essere versati nelle casse del Comune per realizzare altre opere. Di tutto questo non c’è traccia”.

La consigliera Gaia Pernarella (M5s), ha esteso il ragionamento anche agli altri interventi urbanistici che si stanno realizzazione con questo strumento:  “Si tratta di storie comuni a tutti gli accordi di programma, strumenti datati, che risalgono alla fine degli anni ’90. Bisogna intervenire sulla legge, dando dei tempi precisi per la consegna delle opere”.
Giudizio condiviso anche dal presidente Cacciatore che, concludendo la seduta ha aggiunto che la capacità di intervento della Regione, anche con poteri sostitutivi rispetto a chi è inadempiente, deve essere garantita a livello legislativo. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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