Audizione in commissione Ambiente su carenza idrica fiume Melfa

Marcelli: “la concessione dell'Enel deve essere rivista, in quanto quella attuale non prevede il rilascio del deflusso minimo vitale, in applicazione del Dlgs 152 del 2006”.
Una fonte. 13/10/2020 - La commissione Agricoltura, Ambiente, presieduta da Valerio Novelli (M5S), si è riunita in merito ai problemi di carenza idrica legati al fiume Melfa, un affluente del Liri.

Questa audizione, richiesta dal consigliere Loreto Marcelli alla quale ha partecipato anche la consigliera Silvia Blasi (M5s), fa seguito ad un incontro avvenuto con i sindaci della zona a Casalvieri per arrivare all’istituzione del Monumento Naturale del Tracciolino e delle Gole del Melfa. “Nell’incontro - ha spiegato Novelli - è stata posta la problematica della carenza idrica legata a vecchie concessioni contrattuali che persiste all’interno del monumento naturale, che speriamo possa essere portato presto in Consiglio e approvato”.

Per Marcelli, è prioritario “risolvere il problema inaccettabile della carenza idrica, vista la necessità di restituire a questo luogo prezioso l’attrattività che merita”. Il consigliere ha quindi proposto che si dia continuità all’audizione odierna con “l’apertura di un tavolo di concertazione con tutti gli attori presenti e risolvere il problema di questo fiume, uno dei più belli d’Italia”.

Presenti i sindaci dei comuni della Valle del Liri e della Valcomino da Adolfo Valente, sindaco di Atina, per il quale l’incontro di oggi è un utile punto di partenza, a Antonio Di Adamo, sindaco di Colle San Magno, che ha posto l’attenzione anche sull’inquinamento ai margini, all’alveo del fiume utilizzato come discarica abusiva, al sindaco di Arpino Renato Rea, per il quale occorre riattivare la strada oggi chiusa, che viene appunto utilizzata per andare a smaltire rifiuti.

Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca (dove il Melfa si unisce al Liri nella valle omonima), ha ricordato che il Melfa è una “pietraia per circa 8/9 mesi l’anno dal 1956”, ovvero l’anno della concessione a Enel delle acque, ma è fiducioso che “il problema si possa agevolmente risolvere, anche aprendo la strada di congiunzione fra le due valli”. Per Roccasecca è intervenuto anche Tommasino Marzella, “memoria storica del fiume Melfa”, delegato del sindaco ai problemi ambientali quale consigliere comunale che, elogiando la collaborazione dell’Enel, ha tuttavia invitato il concessionario a “fare uno sforzo ulteriore e adeguare il disciplinare alle norme attuali”.

Quello che importa ottenere, come ha sintetizzato il sindaco di Casalvieri, Franco Moscone, è “il minimo vitale del flusso di acqua” e che “il Tracciolino, chiuso da oltre 20 anni, possa essere accessibile in quanto ora non può essere fruito in nessun modo”.

Da qualche anno infatti, la legge prevede il “deflusso minimo vitale”, ovvero il deflusso che, in un corso d’acqua, deve essere presente a valle delle captazioni idriche al fine di mantenere vitali le condizioni di funzionalità e di qualità degli ecosistemi. La portata di un corso d’acqua è infatti fondamentale per il mantenimento dell’ecosistema.

Secondo Marzella e il consigliere Marcelli, “la concessione deve essere rivista, in quanto quella attuale non prevede il rilascio del deflusso minimo vitale, in applicazione del Dlgs 152 del 2006”.

Dal canto loro, i rappresentanti di Enel Green Power intervenuti, Angelo Guastadisegni, Responsabile Area Centro Sud Enel (Lazio, Abruzzo e Marche) e Fabrizio Rebosio responsabile del Lazio, hanno evidenziato la massima trasparenza e attenzione al territorio, rappresentando a tal fine, di aver ultimato questa estate, a carico di Enel Green Power, la ricostruzione della strada alla diga di Grotta Campana interrotta a causa di una frana. Enel inoltre, così come richiesto dalla concessione, nei periodi estivi spegne le centrali per rendere disponibile l’acqua a valle della diga.

Per legge, ha aggiunto Rebosio, occorre garantire un “minimo livello” della diga ma negli ultimi due anni, l’acqua in arrivo non era sufficiente a garantire quei limiti e quindi abbiamo fornito comunicazione per questo stato di fatto e per la situazione non addebitabile ad azioni da parte nostra”.

“Laddove ci fossero da parte dell’autorità di distretto valutazioni (per una revisione della concessione, ndr) abbiamo l’obbligo di rispettarle”, ha risposto Guastadisegni.

Peraltro, come ha ricordato anche Rebosio, Enel Green Power non è l’unico operatore, rispetto al tratto del fiume in oggetto (in particolare le Gole del Melfa, e Atina verso Roccasecca).

Fra questi c’è il Consorzio di miglioramento fondiario del Melfa, istituito nel 1953 e rinnovato nel 1995. Il suo presidente, Italo Leonardi, ha spiegato che i due tipi di irrigazione a tutt’oggi presenti nonostante un finanziamento regionale di 16 milioni di euro per l’impianto a pioggia (a Atina, Gallinaro e parte di Picinisco) erogato con la conditio sine qua non di eliminare le prese dell’impianto a scorrimento (da Casalattico a Casalvieri, con canalette) è dato dal fatto che “purtroppo nel progetto dell’irrigazione a pioggia era prevista Atina ma non da Casalattico a Casalvieri, allora la Regione ci deve dare altri contribuiti per altri impianti di irrigazione a pioggia, chiediamo di poter irrigare da giugno fino a metà settembre”, ha detto. “Anche qui va trovata una soluzione per non lasciare i contadini senz’acqua”, ha detto Marcelli.

All’audizione anche Pietro Pugliese, gestione operativa Acea Ato 5, che ha spiegato che l’Acea ha ereditato da una vecchia concessione del Consorzio Aurunci la sorgente Madonna del Canneto a Settefrati, per una derivazione che serve tutti i comuni della zona fra cui Cassino e Carlo Trelle, responsabile Contratto di fiume del Melfa, lo strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali dal punto di vista ambientale, sociale, turistico. Trelle ha annunciato una riunione con tutti i 13 comuni aderenti al Contratto al quale hanno aderito anche associazioni, consorzi, aziende agricole 

“Questa è stata la prima commissione che ha messo tutti questi attori attorno a un tavolo, e non spegnerà il faro su questa tematica ma vedremo di coinvolgere anche la direzione regionale e proporre la nostra commissione come tavolo permanente per trovare soluzioni valide”, ha concluso il presidente Novelli, “nessun vuole togliere l’acqua ai contadini, tentiamo di trovare una soluzione che non scontenti nessuno e che dia dignità a tutto il territorio”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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