Riserva Acquafredda, audizioni in commissione ottava sul piano di assetto

Al centro del dibattito la questione della scheda progetto n. 9, che molte polemiche ha suscitato nelle scorse settimane.
Un paesaggio naturale. 06/11/2020 - Eliminare la discussa scheda progetto n. 9 dal piano di assetto della riserva naturale della tenuta di Acquafredda, fin dai lavori in sede di commissione: questo il proposito scaturito dalla seconda audizione tenutasi oggi  in commissione ottava Agricoltura e ambiente, presieduta da Valerio Novelli, in cui sono stati ascoltati gli interessati al piano, associazioni ambientaliste e rappresentanti della categoria degli agricoltori, prima di dare inizio all’esame dell’articolato.

La  proposta di deliberazione consiliare n. 49 del 29 settembre 2020, concernente “Approvazione del Piano della Riserva Naturale della Tenuta di Acquafredda - Roma di cui all’articolo 26 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 ‘Norme in materia di aree naturali protette regionali’ e successive modifiche”, era stata presentata in una precedente seduta del 20 ottobre scorso, in cui l’assessore Onorati aveva destituito di fondamento le voci circolate a proposito di un intento di edificazione all’interno della riserva, con riferimento appunto alla scheda progetto n. 9 del piano, voci che avevano alimentato molte polemiche da parte delle associazioni ambientaliste in particolare.

Queste sono state le prime a intervenire oggi, con Italia nostra, Territorio Roma, VAS onlus e Carte in regola. Auspicato un chiarimento definitivo della vicenda con l’eliminazione della scheda progetto n. 9 a proposito della quale specialmente Rodolfo Bosi di Vas onlus ha parlato di un vero e proprio vizio di legittimità, più che di una mera questione di opportunità politica. Luigi Tamborrino di Territorio Roma ha detto di condividere comunque il metodo di lavoro e di apprezzare il fatto che questa consiliatura stia tenendo alta l’attenzione sull’ambiente. Per  Carte in regola, Anna Maria Bianchi ha auspicato una maggiore trasparenza nella gestione della vicenda, che eviti di continuare a tirare in ballo la delibera del comune di Roma del 2011 (quella che riconosceva il diritto edificatorio sui terreni di proprietà dell’APSA, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, siti all’interno della riserva), poiché il tema ormai è la scheda progetto.

Ascoltate anche le associazioni di categoria del settore agricolo: Coldiretti Lazio, con Niccolò Sacchetti, ha apprezzato il lavoro impostato dal direttore Vito Consoli e ha formulato un paio di osservazioni su questioni di competenza della categoria da lui rappresentata. Confagricoltura Lazio, con Andrea Virgili, ha espresso anch’egli apprezzamento per la procedura che si sta seguendo e ha posto il problema del rapporto tra ambiente e agricoltura. Per la Confederazione AEPI, il responsabile regionale Lazio per l’agricoltura Antonio Stea ha chiesto la costituzione di un partenariato pubblico privato all’interno della scheda n. 11. A nome della Associazione produttori agricoli dell'Acquafredda, Adriano Crocetti ha auspicato una rapida approvazione di questo piano di assetto per dare prospettive di sviluppo al settore agricolo.

Tra i consiglieri, Eugenio Patanè, citato da alcuni degli intervenuti, ha precisato che si intende presentare un emendamento già in commissione per la soppressione della scheda progetto numero 9. Ciò era stato chiarito fin da luglio scorso, ha proseguito il consigliere del Pd, definendo strumentale un articolo di stampa citato da alcuni intervenuti e concludendo che la regione si assumerà le sue responsabilità in questa vicenda, ma che chi poteva farlo prima non lo ha fatto,  per ben 18 anni. Ha ragione tuttavia Bosi, secondo Patanè,  a dire che eliminare la scheda progetto non tocca la delibera del 2011, che concedeva le cubature; pertanto non basta il piano di assetto a risolvere il problema, ci vorrà anche un tavolo con il comune di Roma per chiudere definitivamente la questione. Per Marco Cacciatore del gruppo misto, anche se la scheda progetto si poteva eliminare fin dalla redazione del piano, non è il caso di montare una polemica su questo; Cacciatore ha detto di ritenere la delibera del comune di Roma illegittima fin dagli inizi, in quanto scambiava delle cubature con un terreno agricolo in cui non era possibile edificare. Cacciatore ha annunciato che lui stesso presenterà un emendamento soppressivo della scheda progetto ma che sarebbe importante a suo avviso sentire cosa pensa il comune di Roma di questa vicenda.

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Condividi su