Politiche attive del lavoro e disagio lavorativo, due audizioni in commissione IX

Nella prima si è illustrato il patto per le politiche attive del lavoro, siglato proprio oggi. La seconda audizione su una proposta di legge, la n. 19 del 2018.
04/03/2021 - Due audizioni oggi in commissione IX, Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio, presieduta da Eleonora Mattia, la prima sul tema “Politiche attive del lavoro e ripresa”, la  seconda a proposito della proposta di legge n. 19 del 20 aprile 2018, “Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del disagio lavorativo”. La tempistica risulta particolarmente opportuna, ha detto la presidente a proposito della prima audizione,  visto che proprio oggi è stato sottoscritto il protocollo di intesa sulle politiche attive del lavoro tra Giunta e organizzazioni del mondo del lavoro.

I contenuti ne sono stati illustrati dall’assessore regionale Claudio Di Berardino in apertura della prima audizione: l’obiettivo di questo protocollo è anzitutto quello di farsi trovare pronti nel momento in cui cessi il blocco dei licenziamenti, quando la perdita di posti di lavoro potrebbe aumentare, ma il motivo che ha portato ad esso è anche nel fatto che il mercato del lavoro è cambiato profondamente, quindi la ripartenza del mondo del lavoro dopo la fine della pandemia deve avvenire in condizioni rinnovate. Giovani, donne, disabili, disoccupati sono le categorie maggiormente colpite dalla crisi, che verranno assistite con 21 azioni, di cui 12 sono completamente nuove, ha detto ancora Di Berardino. Previsto ad esempio un patto tra generazioni, ha proseguito l’assessore; importante il pacchetto rivolto al mondo femminile, con il sostegno alla parità salariale di genere e il sostegno alla formazione scientifica e alle iniziative imprenditoriali. Per i disoccupati è previsto il sostegno all’autoimprenditorialità, tra le altre cose, ma anche contratti di ricollocazione. Previsti incentivi all’occupazione per i disabili e attenzione alle piccole realtà aziendali, che rappresentano una gran parte dell’imprenditoria laziale. Incentivi per i rientri delle eccellenze dall’estero e sostegno a un management capace, sono altre misure annunciate dall’assessore. Parte del successo di queste misure si regge sull’efficienza dei centri per l’impiego, sulla quale si sta ponendo l’impegno della giunta, con la formazione del personale addetto e la digitalizzazione delle procedure. 245 milioni di euro saranno investiti su queste azioni, di cui 200 circa di fondi europei: “un intervento massiccio”, lo ha definito l’assessore.

Tra i sindacati, la CGIL Roma e Lazio, con Natale Di Cola, ha ricordato come siano stati persi 120 mila posti di lavoro pur in presenza di una normativa che blocca i licenziamenti, questo per ricordare la portata della crisi. Tra le categorie più colpite, donne, giovani e disabili, come già detto dall’assessore, ma ragionando per categorie, lo spettacolo e il turismo hanno pagato il dazio maggiore. Questo protocollo non è quindi che il primo passo, sebbene importante come punto di partenza. Tra le conseguenze della pandemia, la constatazione che il sistema di welfare non funziona più e va cambiato. Il primissimo problema da affrontare in ordine di tempo è la perdita del posto dei navigator, ha concluso Di Cola. Per la CISL Lazio, Rosita Pelecca ha parlato, a proposito di questo protocollo, della dimostrazione del fatto che dall’emergenza possono anche scaturire delle opportunità, ovviamente in termini nuovi rispetto al passato. L’importante ora è non sprecare neanche un minuto, ha concluso Pelecca, auspicando una proroga del blocco dei licenziamenti.

Da parte UIL, Pierluigi Talamo ha sottolineato la drammaticità del momento, con l’impoverimento crescente testimoniato dalle statistiche ogni giorno, momento in cui di questo protocollo il bisogno era assoluto. Soddisfazione per lo sforzo fatto da tutti per il reperimento delle risorse ha voluto esprimere Talamo. “Misure utilissime” quelle adottate, tra cui il patto tra generazioni, la riconversione e l’attenzione ai centri per l’impiego. Importanti saranno anche le fasi di verifica dell’attuazione del protocollo. Concorde sull’importanza di questo documento anche il rappresentante di UGL Roma e Lazio, Armando Valiani.  A nome della sigla CLAS, Davide Favero ha parlato di esigenza di riqualificazione dei lavoratori. Commercio, servizi e turismo i settori in cui la crisi ha avuto gli effetti più drammatici.

Per AGCI Lazio, Marco Olivieri ha detto che il mondo della cooperazione ha bisogno di una linea di sviluppo più coerente per far fronte alla crisi economica in atto. Per Legacoop Lazio, Massimo Pelosi ha detto che la crisi sta colpendo specialmente le coop ad alta intensità di lavoro, edilizia, cooperative sociali in primis. “Fare presto”, ha raccomandato Pelosi, sul tema del recupero in cooperativa delle imprese in crisi. Per Confcooperative Lazio, Angelo Caciolo ha detto che l’esigenza è ora che il patto venga quanto prima messo in atto.

Da parte CNEL, con Silvia Ciucciovino, sono pervenute indicazioni per  l’orientamento ai fabbisogni delle imprese nel formare le nuove competenze: a questo scopo, occorre forse una mappatura di questi fabbisogni, il che permetterà anche di verificare l’impatto della spesa. Ma importante è anche mettere in atto il fascicolo elettronico del lavoratore nel Lazio; infine, importante anche ricavare dai detti elementi una leva per lo sviluppo delle imprese, ha concluso Ciucciovino.

“Evitare che dopo la fine del blocco dei licenziamenti ci sia il baratro”, ma anche “provare a guardare più in là”, con una azione sulla qualità del nuovo lavoro, ha raccomandato Marta Bonafoni della lista Zingaretti. Ma la commissione non mollerà la presa, così come l’assessore, ha concluso Bonafoni. Loreto Marcelli del Movimento 5 stelle si è augurato che si possa dare una risposta, anche grazie a questo protocollo, a problemi vecchi e nuovi del lavoro. Giovani e donne, fasce più colpite dalla crisi, sono le naturali destinatarie del sostegno, ha detto la presidente Mattia.

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La seconda audizione di oggi della commissione IX verteva invece sulla proposta di legge n. 19 del 20 aprile 2018, “Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del disagio lavorativo”. Apprezzamento delle sigle sindacali è emerso in audizione per l’iniziativa legislativa del consigliere Eugenio Patanè, del Partito democratico.

Tra gli intervenuti, la CGIL, ancora con Natale Di Cola, ha detto di accogliere con favore l’iniziativa legislativa su questo tema. Da enfatizzare il ruolo che devono avere gli enti pubblici a sostegno, secondo il rappresentante Cgil, che ha citato in proposito l’esempio della Campania. Disponibilità a collaborare, in ogni caso, da parte Cgil. Rosita Pelecca della Cisl ha detto di accogliere con favore questa iniziativa e si è dichiarata disponibile a collaborare. Sempre per la Cisl, anche Cecchini ha voluto ribadire l’importanza di questa normativa per le persone in difficoltà. Laura Latini della Uil si è riservata qualche giorno di approfondimento del testo: il benessere organizzativo è lo snodo fondamentale attraverso cui passa l’efficacia e l’efficienza di ogni organizzazione lavorativa, a suo parere. Disponibilità a collaborare anche da parte Ugl. Per Davide Favero di CLAS è auspicabile che all’interno di questa proposta di legge ci siano accenni al tema del lavoro agile o smart working, sul quale a suo avviso sussiste ancora grande confusione.

Da parte di AIBeL (Associazione Italiana Benessere e Lavoro), Enzo Cordaro ha sottolineato le conseguenze psicologiche che la pandemia avrà nel futuro prossimo venturo, specialmente a carico degli operatori della sanità; ha auspicato quindi un iter rapido e positivo della proposta di legge in oggetto. Secondo Maria Giuseppina Bosco, della stessa associazione, una rete come quella dei centri clinici di diagnosi e cura del disagio lavorativo, disegnata nella proposta di legge, in effetti mancava.

Per il Dipartimento di Epidemiologia del SSR, Giovanni Nolfe ha ricordato le conseguenze in tema di organizzazione del lavoro avute dalla pandemia e ha detto che compito della politica è dare una risposta a chi aspira a un ritorno alla vita normale attraverso il lavoro.

Infine, Patanè ha concluso dicendo che la proposta costituisce a suo avviso una buona base, anche se l’apertura che ci sarà a eventuali contributi consentirà sicuramente di migliorarla, e ha chiarito che un tema che era ricorso nell’audizione, quello del mobbing, era inizialmente trattato in questa proposta ma ha dovuto essere espunto a seguito di una pronuncia giurisdizionale.

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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