I problemi dell'editoria in era Covid esaminati in una audizione in commissione terza

Oggetto dell'audizione anche lo stato dell'arte rispetto al bando per la concessione di contributi, per il quale si è chiusa la fase di presentazione delle domande, ha detto l'assessore Paolo Orneli.
Lavoratrici dell'informazione. 15/03/2021 - Un focus sulla situazione di grave crisi determinata per le imprese editoriali dalla pandemia, che si è aggiunta alla crisi già incombente sul settore, era lo scopo della audizione di oggi in commissione terza Vigilanza e pluralismo dell’informazione, come ha detto il presidente Davide Barillari in apertura. Gli argomenti  dell’appuntamento, cui era presente l’assessore allo sviluppo economico Paolo Orneli, erano in particolare occupazione, investimenti e adesione al bando regionale per la concessione di "Interventi di sostegno a favore delle imprese editoriali operanti nel Lazio colpite dalla crisi economica conseguente all'emergenza sanitaria epidemiologica da Covid-19 – legge regionale 28 ottobre 2016, n. 13 - Disposizioni di riordino in materia di informazione e comunicazione, criteri e linee di indirizzo per la concessione dei contributi".

Tra le organizzazioni rappresentative, prima a intervenire Associazione stampa romana, con Giovanni Del Giaccio, secondo cui il bando è una boccata di ossigeno per il settore. Ma occorrono misure strutturali e non contributi a pioggia; la categoria è essenziale, perché il mondo dell’informazione ha bisogno di professionisti che verifichino l’attendibilità delle informazioni. Contributi solo a chi è in regola con i giornalisti, ha aggiunto Del Giaccio. Per la Fieg, Arcangelo Iannace ha parlato di calo dei ricavi netto nel 2020 che potrebbe superare i 600 milioni di euro, per un settore in cui la pandemia si è sommata a una situazione di crisi già esistente. Ma al sopraggiungere della pandemia non tutti i settori sono giunti allo stesso modo, quindi a suo avviso va modificato il limite fissato per l’accesso ai contributi, che tiene fuori troppe realtà, riaprendo di conseguenza i termini per la presentazione della domanda. Alessandro Astorino di Unione stampa periodica italiana ha detto che il sistema complessivo va ripensato, perché l’avvento del digitale impone nuove soluzioni strutturali.

Per le emittenti, Stefano Zago di Teleambiente si è detto d’accordo sul fatto che l’irrompere del digitale impone nuovi strumenti per affrontare la situazione. Per il mondo del web, a nome de La nuova Europa, Pietro Forti ha parlato di una testata che ha adottato come linea quella di dare spazio ai giovani; Raffaella Rizzo ha confermato questa linea, auspicando che una riapertura dei termini dia la possibilità di partecipare al bando. Anche Sheyla Bobba di Senza barcode ha affermato che sarebbe importante poter accedere al bando anche per una struttura composta di non giornalisti quale è la web radio a nome di cui interviene, per precisa scelta editoriale.

A seguire, Alberto Marolda di Io giornalista tv ha parlato di una testata costruita dal basso e autogestita da parte di un gruppo di giornalisti disoccupati; essa opera su internet attraverso i social ma non godendo di pubblicità ha possibilità limitate e deve sottostare alle logiche commerciali tipiche di quei luoghi virtuali. Per l’Agone, Giovanni Furgiuele e Giuseppe Girardi hanno descritto una situazione di sopravvivenza difficoltosa ma hanno soprattutto denunciato i tempi molto lunghi dei contributi pubblici, che non consentono alle testate di garantire al personale una prospettiva retributiva concreta. Perrone di Dire ha denunciato il paradosso costituito dal fatto che realtà che si trovino in una situazione in cui riescono con molti sforzi a restare a galla, come quella per cui interviene, non possano accedere ai bandi. L’idea è quindi quella di studiare progetti in grado di coinvolgere un numero maggiore di realtà dell’informazione.

Per il Corecom, Maria Cristina Cafini si è detta molto attenta agli sviluppi di questo bando, in una situazione in cui purtroppo anche i progetti a sostegno del settore che erano allo studio sono per il momento in stand by, ha detto.

D’accordo sulle affermazioni fatte da molti degli intervenuti, specie sul fatto che la crisi del settore preesistesse al covid e che l’informazione è un presidio di democrazia, si è detto l’assessore Orneli. Il tema è nazionale, secondo Orneli, proprio per questo secondo motivo. Quanto al bando, le misure, per complessivi due milioni, sono distribuite sulla base di una fotografia del calo di fatturato che determina l’entità del ristoro: nella limitatezza delle risorse più di questo non si poteva fare, ha detto Orneli, sebbene la Giunta conosca bene lo stato di crisi preesistente del settore. Le 114 domande presentate sono ora da esaminare. I fondi saranno utilizzati tutti e in più si dovrà partire per un progetto a più lungo raggio di riesame normativo del settore, ha aggiunto l'assessore; i fondi europei, soprattutto, dovranno essere impiegati a dovere.

Tra i consiglieri, la duplice natura, di categoria economica e di presidio della libertà costituzionale di informazione, costituito dall’editoria è stata sottolineata da Emiliano Minnucci del Partito democratico. Apertura di Minnucci alla proposta di abbassare la soglia per l’accesso ai fondi.

Contributi scritti alla commissione sono stati richiesti, anche allo scopo di poter aprire tavoli specifici sui singoli temi, da Barillari. Seguirà una riconvocazione a breve della commissione sullo stesso argomento per fare il punto sul bando, ha concluso il presidente.

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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