Politiche attive per il lavoro, le donne chiedono concretezza e verifica dell'efficacia delle misure

Audizione in commissione, apprezzamento per la proposta di legge sulla parità salariale.
Lavoratrici dell'informazione. 25/03/2021 -

Iniziative concrete e, soprattutto, strumenti per misurarne l'impatto in tempo reale. Queste, in sintesi, le due richieste arrivate dalle associazioni impegnate nella promozione della parità di genere nel mondo del lavoro, arrivate nel corso dell'audizione che si è svolta nella commissione del Consiglio regionale del Lazio.

Ha aperto la seduta la presidente Eleonora Mattia, che ha ricordato i due strumenti a cui la Regione sta lavorando in questo periodo: “Nelle settimane scorse – ha spiegato – l'assessorato, le orgranizzazioni sindacali e imprenditoriali hanno firmato un protocollo fatto di 21 azioni con 245 milioni di euro a disposizione per le politiche attive per il lavoro, questa commissione, inoltre, ha approvato nei giorni scorsi la proposta di legge sulla parità salariale, su cui adesso si dovrà esprimere l'Aula. Abbiamo voluto questa audizione, proprio per ascoltare le proposte delle associazioni su questi temi".

Ha aperto gli interventi Sila Mochi (Rete inclusione donna): “Superare le disparità di potere è un'opportunità per far crescere il Paese – ha spiegato - La Regione Lazio rappresenta una best practice su questo tema, anche grazie alla proposta sulla parità salariale, ma serve l'impegno del Governo. Noi chiediamo che ci sia un soggetto istituzionale per la vigilanza sull'applicazione delle norme per l'occupazione femminile e per il controllo sugli effetti concreti delle misure poste in essere, in base a un set di indicatori condivisi. Serve un percorso virtuoso all'interno del pubblico, ma anche del privato, sostenuto da un sistema di premialità, per le aziende che si impegnano in questo senso”.

D'accordo anche Barbara Falcomer (Valore D): "Il nostro tasso occupazione femminile è tra i più bassi di Europa. E le donne sono state le più colpite dalla pandemia. Bisogna ripensare il modo di lavorare, rafforzare le infrastrutture sociali a partire dall'ampliamento congedo di paternità”.

Disponibilità a dare un contributo “giorno per giorno per dare concretezza alle iniziative predisposte” è stata offerta da Caterina Flick (Terziario Donna Roma), mentre Tiziana Barone (Cna impresa donna), ha illustrato i risultati di una indagine condotta dal centro studi Cna sulla situazione dell'imprenditoria femminile nel periodo della pandemia, sottolineando la situazione di grande difficoltà, ma anche, almeno in parte, “la capacità delle donne di essere proattive anche durante la fase dell'emergenza”.

Per Antonella Giachetti (Aidda) "la parità sul lavoro è il solo mezzo per arrivare a un nuovo modello. La misurazione dell'efficacia delle misure prese deve essere il centro del ragionamento”.

Infine Valeria Giaccari (Comitato imprenditorialità femminile di Roma), che ha parlato dell'importanza della formazione: “Le politiche attive sono lo strumento per aiutare il reinserimento nel mondo del lavoro. Essenziale avvicinare le donne alle materie scientifiche".

L'assessore al Lavoro, Claudio Di Berardino, concludendo l'audizione, ha sottolineato la “disponibilità non solo a incontri spot, ma a un rapporto continuo, che ritengo molto importante. Una parte essenziale del protocollo sulle politiche attive è destinato proprio alle donne, un'attenzione concreta della Regione, non solo in termine di premessa politica ma in termini di azioni concrete”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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