Rifiuti, Valeriani: "Pronti a esercitare poteri sostitutivi se continua l'inerzia degli enti locali"

Audizione nella commissione consiliare. L’assessore ribadisce la scadenza del 27 luglio.
Rifiuti in discarica. 22/07/2021 - “Auspichiamo che non si arrivi al commissariamento, ma siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità se continuerà l’inerzia degli enti locali, in particolare del Comune di Roma e della Provincia di Latina. Dopo la scadenza del 27 luglio, prevista dalla delibera di Giunta, eserciteremo i poteri sostitutivi per cercare di risolvere l’emergenza rifiuti”. Così l’assessore regionale Massimiliano Valeriani in audizione nella commissione consiliare, presieduta da Marco Cacciatore.

Valeriani ha fatto un quadro della situazione parlando di “fragilità nel sistema di trattamento dei rifiuti in diversi quadranti della Regione. Vorrei ribadire  - ha dichiarato - che a noi spetta la programmazione e l’autorizzazione degli impianti, agli enti locali la gestione del ciclo dei rifiuti. Il Lazio, se si esclude Roma, sarebbe al 61 per cento di raccolta differenziata, sopra la media nazionale. La Capitale, al contrario è ferma al 43,8 per cento, addirittura in calo nell’ultimo anno. Nel 2016 era al 42 per cento. Ama lavora soltanto il 12 per cento dei rifiuti, nel 2018 er il 35 per cento. La Regione ha sempre sostenuto l’esigenza dell’autonomia,  dell’autosufficienza e della prossimità, per la chiusura del ciclo dei rifuti in ciascun ambito territoriale. L’inerzia dell’amministrazione romana che non realizza gli impianti necessari ha portato alla saturazione delle discariche in tutto il Lazio.  Non è accettabile che il Comune di Roma continui a smaltire all’infinito fuori dai propri confini. Abbiamo messo a disposizione degli enti locali 80 milioni di euro per realizzare impianti pubblici, vanno utilizzati rapidamente”.

Dopo la relazione dell’assessore si è aperto il dibattito fra i consiglieri presenti. Per Orlando Tripodi (Lega) si tratta “dell’ennesima prova che il Piano dei rifiuti è un fallimento, non c’è stato coraggio. Bisogna tornare a una seria progettazione dell’impiantistica partendo dai termovalorizzatori, l’unico strumento che può permettere di ridurre il rifiuto che va in discarica”. Di avviso opposto Gaia Pernarella (M5s) secondo la quale “il piano va aggiornato prevedendo una rete di impianti a supporto della raccolta differenziata. Impianti che vanno fatti nelle aree idonee, come individuate da Province e Città metropolitana di Roma. Il presidente Cacciatore ha parlato di “un passo importante compiuto con il Piano rifiuti che prevede Impianti piccoli, di prossimità e preferibilmente pubblici. A Roma bisogna realizzare una rete coerente con questa impostazione: 12 impianti di compostaggio, 4 discariche di servizio e 6 impianti per il recupero della materia prima”.

Sui risultati negativi della differenziata a Roma è tornato anche Emiliano Minnucci (Pd): “A fronte dei dati impietosi che ha fornito Valeriani, il regresso di Roma Capitale, la situazione di prefallimento di Ama, il sentimento diffuso nei Comuni della Provincia non può che essere negativo. Roma si rimetta al passo con il resto della Regione”. Mentre Paolo Ciani (Centro solidale) ha ribadito che i “termovalorizzatori non c’entrano nulla: vanno realizzati gli impianti per il riciclaggio e il recupero”. Ultimo intervento quello di Enrico Panunzi (Pd) secondo il quale “il problema non è il Piano rifiuti, ma di ordine strutturale: Viterbo attualmente riceve i rifiuti da tutto il Lazio. Non si possono dare ulteriori proroghe. Non è possibile che Roma non abbia la sua discarica”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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