Rifiuti, focus in commissione decima sulla situazione di Magliano Romano

Il destino della discarica al centro dei lavori dell'organismo consiliare oggi.
Un automezzo Arpa. 16/09/2021 - Altra audizione oggi in commissione decima del Consiglio regionale sulla situazione dei rifiuti nella regione, in particolare in questa occasione  sulla "Situazione discarica Magliano Romano”. Preoccupazione degli esponenti dei cittadini e dell’amministrazione locale sulla sorte dell’impianto di Magliano, che si teme posa diventare una delle discariche destinate a ricevere l’indifferenziato di Roma. Hanno fornito alcune risposte le direzioni regionali Ambiente e Rifiuti.

Prima ad essere ascoltata, l’ Associazione Ecologica Monti Sabatini - No Discarica Magliano Romano. Il suo rappresentante ha riferito  di aver inviato alla procura una memoria sulla paventata illegittimità di alcune autorizzazioni rilasciate per il sito di Magliano Romano, illegittimità che sarebbe emersa, stando ad indiscrezioni di stampa, dalle indagini che hanno visto recentemente coinvolta la ex dirigente regionale del ciclo dei rifiuti. In ogni caso sono otto anni che si attendono risposte definitive sulla riclassificazione del sito di Magliano, è stato aggiunto dalla associazione, secondo la quale il passaggio da discarica di inerti a discarica di indifferenziato comporterebbe la classificazione come nuovo impianto e non una semplice prosecuzione di attività, nuovo impianto di cui quello di Magliano non presenta i requisiti, è stato detto. 

Sulla stessa linea il sindaco di Magliano Romano, che ha articolato il suo  intervento su due versanti, la durata eccessivamente lunga della procedura amministrativa riguardante il sito già accennata dal precedente audito, e le criticità a livello della gestione del sito, con i dubbi sulla eventuale presenza di sostanze pericolose, presenza che a suo dire risulterebbe confermata da dichiarazioni della stessa società di gestione. Il sindaco ha chiesto alla regione un supporto, da amministrazione ad amministrazione, per rassicurare la cittadinanza sul fatto  che la salute pubblica sia oggetto di tutela da parte degli enti preposti.

Per quanto riguarda le direzioni regionali, la direzione Ambiente ha fatto presente che è stata richiesta dalla società che gestisce l’impianto una prima proroga dei termini del procedimento in corso, quindi ne è stata richiesta anche una seconda, ma quest’ultima non  è però pervenuta a causa del noto blocco dei sistemi informatici regionali avvenuto all’inizio del mese di agosto a causa dell’attacco alla rete. Per quanto riguarda i profili di rischio ambientale, la direzione ha detto di non avere al momento sufficienti elementi per esprimere un giudizio e che in proposito sarà attivata l’Arpa, se ritenuto necessario.

La parola è passata quindi alla rappresentante della Direzione regionale Ciclo rifiuti, che ha ricordato anzitutto che le sue competenze si limitano alla realizzazione del piano, mentre le valutazioni di impatto ambientale sul sito competono alla direzione Ambiente. Per la parte di sua competenza, ha voluto però ricordare come la situazione delle discariche nel Lazio sia molto critica, dal momento che al presente sono attive solo quella di Viterbo e quella di Civitavecchia, peraltro quest’ultima in chiusura ad ottobre per quel che riguarda i conferimenti. La Direzione rifiuti  ha ricordato altresì la pendenza di un pilot presso la Commissione dell’Unione europea, organismo che tiene gli occhi ben aperti sullo stato di avanzamento del piano rifiuti del Lazio.

Piano rifiuti che resta il caposaldo in materia, ha ricordato in conclusione il presidente della commissione, anche e soprattutto in mancanza di altri passaggi fondamentali dell’iter previsto dalla legge, come l’individuazione dei siti da parte di Città metropolitana, ad esempio. La realizzazione del piano, che è resa difficile soprattutto dall’insufficiente incremento della raccolta differenziata nella capitale, non può comunque prescindere dalla tutela dei livelli di benessere ambientale che la legge garantisce ai cittadini, anche dei comuni minori, e in tal senso va l’operato della Regione, ha aggiunto. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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