Cocciniglia: in commissione il grido di allarme delle associazioni

Roversi di Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria)  “si stanno studiando sugli antagonisti naturali”
11/11/2021 -

Nella seduta odierna della commissione Agricoltura e ambiente, presieduta da Valerio Novelli ( M5S) si è parlato dell’"Infestazione da cocciniglia tartaruga nelle alberature dei pini. Individuazione dei soggetti attuatori degli interventi terapici di salvaguardia dei pini del Lazio, in particolare nel Comune di Roma e previsioni di stanziamenti stagionali." Numerosi gli interventi di associazioni e istituzioni intervenuti nell’audizione. La consigliera Marta Bonafoni, ha aperto la seduta ripercorrendo le tappe dell’annosa questione che affligge i pini del Lazio.

Infatti, per combattere la Cocciniglia tartaruga, prima della stesura delle linee guida sul trattamento da eseguire, redatte poi dal Governo e quindi riprese dalla Regione Lazio, sono state avviate procedure sperimentali. In parallelo associazioni e comitati cittadini hanno organizzato, e stanno ancora organizzando, raccolte fondi per consentire di trattare gli alberi con l’endoterapia o con il lancio di coccinelle, anche perché i primi fondi stanziati dal Comune di Roma, pari a 500mila euro, arriveranno solo il prossimo anno.

Luciano Nucitelli, del servizio Fitosanitario della Regione Lazio, ha parlato degli interventi palliativi adottati finora, ha poi proseguito spiegando la necessità di fare interventi mirati, senza trascurare anche i pro e i contro di ciascuno di questi.

Nel suo intervento tecnico, Pio Federico Roversi di CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ha spiegato molto chiaramente i due punti saldi da cui partire per la risoluzione scientifica del problema, ovvero ha precisato che le piante di città, non sono la “natura”, ma luoghi in cui costringiamo le piante a vivere, il secondo punto ha spiegato come la cocciniglia,  specie aliena,  è un insetto con cui i nostri pini non sono abituati a combattere. Per salvaguardare il patrimonio di pini, Roversi ha parlato di controllo biologico, quindi studiare cosa le tiene sotto controllo, e introdurre gli antagonisti naturali con tutte le analisi del rischio anche sulle conseguenze di quello che si andrà ad introdurre.  Secondo Roversi altro punto importante è la professionalità per affrontare il tema e non l’improvvisazione degli esperimenti.

Gli interventi delle associazioni partecipanti si può riassumere in un vero e proprio grido di allarme affinché si intervenga in tempi brevissimi, perché il patrimonio dei pini del Lazio è a rischio.  

Il presidente Novelli, al termine della seduta ha invitato tutti a presentare la documentazione di quanto detto in audizione  e assieme alla consigliera Bonafoni, ha dichiarato che questo tema andrà affrontato anche in sede di Bilancio.

Sono  intervenuti:  Il Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Foreste; Direzione regionale Bilancio, Governo Societario, Demanio e Patrimonio; Direttore regionale Agricoltura, promozione della filiera e della cultura del cibo, caccia e pesca, foreste; Servizio Fitosanitario regionale, Dipartimento tutela Ambientale Roma Capitale; Consiglio per la ricerca in agricolutra e l’analisi dell’ecomonia agraria (CREA); Associazione Italia Nostra Roma; Associazione Cittadinanza attiva Lazio; Associazione Cittadinanza attiva Nomentano Trieste; Associazione Amici dei Pini di Roma; Comitato Bellezza; Associazione Respiro Verde Legalberi; Associazione Carte in Regola; Associazione il Pineto del Cuore ets; Comitato di Quartiere di Castel di Guido. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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