Magliano Romano: l'iter dell'impianto al centro della audizione in Trasparenza

Ascoltate le associazioni e il sindaco di Magliano Romano, cui hanno risposto i dirigenti degli uffici regionali.
Una discarica di rifiuti. 07/02/2022 - Audizione oggi in tredicesima commissione, Trasparenza e pubblicità, presieduta da Chiara Colosimo, sul tema: "Approfondimenti sull’iter istruttorio, avviato nel 2014, riguardante la riclassificazione del sito di Magliano Romano da inerti a rifiuti speciali non pericolosi". Il punto è che la riclassificazione corrisponderebbe secondo le associazioni e l’amministrazione comunale a nuovo impianto, con la conseguenza della necessità di una autorizzazione ex novo, cosa che non si è tenuta in alcun conto da parte della Regione, secondo gli intervenuti, poiché si continua a procedere sulla strada intrapresa. A questo proposito, lo scorso 4 febbraio è stata firmata, ad audizione odierna già fissata, la determina di compatibilità ambientale su questa riclassificazione, come è stato ricordato dalla presidente Colosimo.

Il consigliere della Lega Daniele Giannini, richiedente questa audizione, ha ricordato di aver presentato in Aula un ordine del giorno su questo tema, sebbene non approvato. Secondo Giannini questa trasformazione equivarrebbe a nuovo impianto e quindi richiederebbe una serie di autorizzazioni al momento non possedute.

Primo a intervenire, Carlo De Falco, presidente dei Gruppi ricerca ecologica, ha manifestato tutto il disappunto per il fatto che la Regione continui ad andare avanti su questo iter procedurale, nonostante tutte le obiezioni sollevate da comitati e amministrazioni pubbliche e anche varie pronunce in senso contrario da parte della giustizia amministrativa.

Per l’associazione Monti Sabatini, Francesco Rosso ha detto che il confronto con il pubblico è mancato del tutto in questa procedura, nonostante fosse previsto. Anche i termini di conclusione, di 120 giorni, sono stati ampiamente superati, visto che si parla del 2014: nel frattempo c’è un nuovo piano paesistico regionale e soprattutto un nuovo piano rifiuti. Mancanza assoluta di trasparenza, quindi, quella nella quale tale iter si sta facendo, per l’associazione. Maurizio Lancellotti ha aggiunto che dalla giustizia amministrativa è ora il momento di passare a quella contabile, dal momento che il cittadino del Lazio continua a pagare il costo di continui ricorsi vinti dalle associazioni, ma non saranno trascurate neanche le sedi comunitarie.

Di “atteggiamento ondivago” da parte dell’amministrazione regionale ha parlato Francesco Mancini, sindaco di Magliano Romano, a proposito di questo procedimento; le due tipologie di impianto, inerti e rifiuti speciali non pericolosi, prevedono infatti condizioni molto diverse tra loro e in altre occasioni la Regione ha mostrato di riconoscerlo. In contemporanea vanno avanti altri due procedimenti riferiti allo stesso sito, ha ricordato il sindaco: la logica vorrebbe quindi che essi fossero riunificati con quello di riclassificazione. Inoltre, a dire del sindaco, anche a proposito dell’impianto ad oggi esistente si sono verificati casi di superamento dei limiti di legge di alcuni valori ed esiste il sospetto di una produzione di percolato. In ogni caso, l’impianto esistente è ritenuto del tutto inidoneo alla nuova destinazione, quindi l’amministrazione comunale è pronta ad agire in tutte le sedi ove le richieste della cittadinanza non trovino considerazione in sede regionale.

Il consigliere del gruppo misto Marco Cacciatore , presente all’audizione ma non nella sua veste di presidente della commissione decima, ha detto che da parte degli organi politici la trasparenza su questa vicenda non è mancata; Cacciatore ha voluto ricordare come il nuovo piano rifiuti sancisca il principio di prossimità nella gestione dei rifiuti, alla luce del quale l’intero piano va interpretato. Giuste a suo avviso le osservazioni fatte sull’eccessiva durata del procedimento e sul carattere escludente delle distanze dal sito.

Atteggiamento di noncuranza rispetto ai pareri negativi sui procedimenti in materia ambientale è quello che contraddistingue l’operato della Regione, secondo Francesca De Vito del gruppo misto; il problema dei rifiuti di Roma ha il sopravvento su quelli di tutti gli altri territori a suo avviso, nella politica regionale dei rifiuti, ma il peggio è che non si sa come risolverlo.

Per l’amministrazione regionale, anzitutto l’architetto Marco Rocchi dell’area VIA della direzione regionale ambiente ha precisato che, con le modifiche introdotte in corso d’opera, l’iniziale caratterizzazione di nuovo impianto che sarebbe stata necessaria è venuta meno e si è potuto procedere sulla via della riclassificazione. Si è operato comunque nel pieno rispetto della normativa esistente e anche della trasparenza, ha aggiunto il dirigente di rimando ad allusioni, fatte da alcuni degli auditi, a collusioni esistenti nella procedura.

Per l’area rifiuti della direzione regionale, l’ing. Sara Palombi ha confermato che il parere positivo emesso sulla procedura è stato adottato regolarmente, in considerazione della necessità di smaltimento di rifiuti esistente al momento per l’Ato di Roma. Ciò non equivale a dire, ha aggiunto su precisa richiesta della presidente Colosimo, che con questa riclassificazione l’Ato di Roma diventi automaticamente autosufficiente, perché i criteri da soddisfare sono numerosi e soprattutto la valutazione va fatta su base pluriennale.

E’ stato chiarito inoltre dall’ing. Leone dell’Area autorizzazione integrata ambientale come il parere positivo sulla riclassificazione sia stato conseguente alla eliminazione di una serie di codici rifiuti proposti inizialmente dalla società incaricata della gestione.

Risposte ritenute non soddisfacenti dal sindaco di Magliano, che ha tenuto a ribadire la natura completamente diversa dei rifiuti inerti da quelli speciali non pericolosi. Neanche soddisfacenti sono state ritenute dal sindaco le risposte degli uffici regionali sulla presunta assenza di fattori escludenti di tutela integrale e sulla partecipazione, a loro parere garantita, della cittadinanza alla procedura.

La presidente Colosimo ha chiuso l'audizione garantendo che la commissione terrà alta l'attenzione su questa vicenda, anche eventualmente fissando altri incontri con le parti coinvolte nel procedimento.

 

 

 

 

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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