Tmb Rocca Cencia, a giorni l'autorizzazione per la ristrutturazione dell'impianto di trattamento rifiuti

Lo ha annunciato Vito Consoli, direttore regionale Ambiente, nel corso dell’audizione in commissione Rifiuti. I cittadini: l’unica messa in sicurezza è la chiusura.
Il tmb di Rocca Cencia 17/02/2022 - La procedura per l’autorizzazione del revampig dell’impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti dell’Ama a Rocca Cencia è arrivata alla conclusione. Il provvedimento definitivo, che permetterà l'avvio dei lavori, sarà emesso nei prossimi giorni. Questa la principale novità emersa nel corso dell’audizione che si è tenuta oggi nella commissione Urbanistica, politiche abitative e rifiuti del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Marco Cacciatore.

La notizia è stata data dal direttore regionale Ambiente, Vito Consoli: “La revisione dell’impianto – ha spiegato – è stata stabilita dall’autorità giudiziaria, non l'abbiamo chiesta noi. La relativa conferenza dei servizi è stata chiusa il 12 ottobre scorso. In questi mesi abbiamo chiesto all’Ama una serie di chiarimenti sul progetto. Dopo aver avuto le modifiche richieste, siamo in attesa della risposta definitiva dell’Agenzia regionale per la protezione ambiente (Arpa). Nei prossimi giorni sarà emesso il provvedimento autorizzativo”. Una notizia confermata anche dalla stessa Arpa.

Negativa la reazione dei comitati dei cittadini, che hanno chiesto la chiusura definitiva dell’impianto. Sono intervenuti Alfredo Nunziata (comitato di quartiere Prato Lungo Rocca Cencia), Marco Manna (comitato periferie Roma Est), Maria Vittoria Molinari (comitato raccolta fondi per la difesa della salute e dell’ambiente), Alessandro Alessandrini (comitato di quartiere Colle del sole) e Daniela Ferdinandi (comitato di quartiere Castelverde). Le associazioni dei residenti della zona hanno criticato l’assenza dell’assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, e hanno spiegato che non si tratta solo di una ristrutturazione, visto che a detto loro, sarà ampliata la quantità dei rifiuti autorizzati, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta trasferenza, in pratica lo stoccaggio prima del trattamento. Notizia smentita con decisione da Consoli, secondo il quale "la quantità e la tipologia dei rifiuti resta identitca". Altri punti critici, a detta dei comitati, sono la presenza nell’area di altri due impianti privati per il trattamento dell’indifferenziata e il traffico pesante provocato dagli impianti stessi: “Siamo una vera e propria cittadella dei rifiuti, a questo territorio serve uno svluppo di tipo differente”, hanno spiegato.

Simile la posizione di Nicola Franco, presidente del VI Municipio: “Tutto il consiglio municipale, all’unanimità, si espresso contro questo impianto. Serve un’indagine epidemiologica, con dati disaggregati relativi alla zona limitrofa al tmb, per capire che impatto abbia sulla popolazione”. La direzione distrettuale della Asl, che ha già svolto un’indagine analoga senza riscontrare particolari aumenti di patologie, ha replicato chiedendo una individuazione precisa dell’area da monitorare.

Nel corso dell’audizione è intervenuta la consigliera Chiara Colosimo (FdI): “Non possiamo che condividere l’amarezza dei comitati per l’assenza dell’assessore Valeriani – ha dichiarato – Su questo impianto negli anni scorsi si sono ripetuti gli annunci di chiusura da parte del Comune di Roma, ma non sono mai seguiti i fatti. Qual è il futuro di Rocca Cencia? Di sicuro con la partenza del revamping non si va verso la dismissione”.

Ha chiuso l’audizione il presidente Cacciatore che ha ribadito che l’assenza di Valeriani è dovuta a precedenti impegni istituzionali: “Ma il tema – ha spiegato – non è la presenza o meno dell’assessore, questa è una sede del Consiglio regionale. Che ha già dato il suo indirizzo, approvando il Piano di gestione dei rifiuti: dismettere questi impianti e riconvertirli in impianti di recupero materia. Gli uffici, nella loro autonomia, si devono attenere alle norme. Per quanto riguarda il tema della trasferenza dei rifiuti, ribadisco che non può ricadere per il 70 per cento su Rocca Cencia, servono almeno una decina di siti diversi, piccoli e sostenibili, in altre zone della città”.   A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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