Due audizioni su temi ambientali in commissione ottava della Pisana

L'inquinamente elettromagnetico nel XIII municipio di Roma e difficoltà interpretative del Piano delle acque gli argomenti trattati oggi nell'organismo presieduto da Valerio Novelli.
Un automezzo Arpa. 03/03/2022 - All'ordine del giorno dei lavori della commissione VIII, presieduta da Valerio Novelli, erano oggi due audizioni:  la prima sulla messa in sicurezza della rete elettrica e salvaguardia della salute pubblica, con particolare riguardo alla questione sollevata dai residenti di via Rivarone (XIII municipio di Roma Capitale), in materia di inquinamento elettromagnetico; la seconda aveva invece come oggetto: “Mancanza di chiarezza della normativa in materia di autorizzazioni allo scarico degli impianti di trattamento di acque reflue di cui all'art. 33, comma 3, del Piano di tutela delle acque aggiornato- Norme tecniche di attuazione- allegato alla deliberazione consiliare n.18 del 23/11/2018.

La prima audizione è stata introdotta dal richiedente, consigliere Daniele Giannini della Lega, che ha detto che questa situazione è la punta di un iceberg che deve far riflettere anche in riferimento a numerose altre situazioni analoghe esistenti.

La preoccupazione del Comitato di via Rivarone, riportata da Alberto Giacomantonio e Massimiliano Piarulli, consiste principalmente, ma non solo, nell’esistenza di una scuola nelle vicinanze, a non più di quindici metri dal traliccio, la “Papa Wojtyla”. Rilevata una presenza ricorrente di patologie tumorali ed endocrinologiche nelle aree adiacenti, hanno detto ancora i due rappresentanti. Ci si chiede in conclusione se ci sia disponibilità di fondi per procedere a interramento dei tracciati.

L’assessore alla transizione digitale Roberta Lombardi ha detto anzitutto che la competenza principale su questi temi è dell’assessore Alessandri; il direttore regionale Vito Consoli ha confermato ciò, aggiungendo però che i dati in possesso dell’amministrazione in merito all’area, dal punto di vista ambientale, non sono preoccupanti, ma si può comunque chiedere ad Arpa di procedere a nuove misurazioni. Arpa, da parte sua, ha riferito, con il dottor Marco  Lupo, che le rilevazioni sono del 2018, ma c’è comunque disponibilità a farne di nuove. Dette misurazioni sono fatte in modo standardizzato e rispettando i criteri e metodi previsti, ha aggiunto Lupo. Disponibilità, questa, accolta con favore dal consigliere Giannini.

Il rispetto dei termini di legge delle emissioni, però, ha detto ancora il comitato, oltre che verificato per un periodo di tempo troppo breve, non tiene conto del fatto che gli studi sono in aggiornamento e anche tali termini andrebbero forse rivisti. Consoli ha replicato che però l’azione amministrativa non può non tener conto delle normative ad oggi esistenti, sempre salvo che ulteriori rilevazioni non forniscano dati differenti. L’assessore Lombardi si è detta disponibile, sebbene non di stretta competenza del suo assessorato, a collaborare per una soluzione a favore della cittadinanza.

 

La seconda audizione era stata invece richiesta da Angelo Tripodi della Lega: si trattava di una audizione di vari enti a proposito di questioni interpretative del piano di tutela delle acque.

Tra le province, per  la Provincia di Frosinone, Eugenia Tersigni ha detto che a suo avviso non sussistono grandi dubbi sul fatto che ci si riferisca ad acque reflue urbane. Diversa la posizione della Provincia di Latina, per la quale Enrico Sorabella ha detto che la normativa in oggetto sembrerebbe doversi applicare anche agli scarichi industriali, dal momento che non si parla di scarichi urbani ma genericamente di scarichi; agli enti non è stata comunque fornita una base tecnica di riferimento, ha aggiunto Sorabella.

Per Acea Ato2, Ilaria Miozzo ha posto il problema delle autorizzazioni provvisorie, dicendo che il piano di tutela non pone limiti alle deroghe. Claudia Ceci ha posto invece un problema inerente il comma 2 dell’articolo 33. Anche da parte di Acea Ato5, con Claudio Sanchini, sono stati posti alcuni quesiti. Per Acqua Latina, è intervenuto infine Stefano Fabietti.

La direzione regionale Ambiente, ancora con Vito Consoli, ha risposto premettendo che il piano di tutela delle acque è un piano complesso, quindi è normale che ci siano dei margini interpretativi. Il problema è anche che il tavolo tecnico deputato a risolvere i quesiti posti oggi ed altri sta riprendendo il proprio lavoro solo in questi giorni. Ciò posto, Consoli ha detto che tutto ciò che è contenuto nell’articolo 33 non può che riguardare le acque reflue urbane e non si può operare una interpretazione estensiva. Alla provincia di Latina, Consoli ha risposto che si può immaginare di mettere a punto delle linee guida ma anche su questo una soluzione potrà essere trovata al tavolo tecnico. La direzione agevolerà il lavoro del tavolo tecnico in modo che tutti i dubbi possano essere affrontati e risolto in questa sede, ha concluso Consoli.

Per Arpa Lazio, il dottor Sergio Ceradini ha dato disponibilità a partecipare a tavoli tecnici con finalità di chiarimento di tutti i dubbi; sintonia esiste comunque con la Regione e con la provincia di Frosinone sul fatto che si parli in modo evidente di acque reflue di tipo urbano, ha aggiunto Ceradini.

Secondo Gaia Pernarella del Movimento 5 stelle il piano necessita di aggiornamento urgente; in attesa che il tavolo tecnico si attivi, potrebbe essere utile inviare delle note esplicative, a suo avviso. Anche il problema dell’adeguamento impiantistico però va posto con urgenza, altrimenti si rischia di pagare delle penali che poi si riverseranno nelle bollette dei cittadini, ha detto ancora la consigliera.

Ringraziamenti alla direzione per i chiarimenti sono giunti da Tripodi, prima che il presidente Novelli dichiarasse chiusi i lavori odierni.

 

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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