Qualità del lavoro negli appalti, terminato l'esame della proposta di legge in commissione

Illustrate anche le norme che riguardano informazione sessuale ed educazione all'affettività e la promozione dei patti educativi di comunità.
Lavori. 12/04/2022 - La commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione e diritto allo studio del Consiglio regionale ha terminato nella seduta di oggi l'esame della proposta di legge sulla qualità del lavoro negli appalti. Sono stati approvati 34 emendamenti, parte dei quali emersi dalle proposte avanzate durante le audizioni da parte dei sindacati e delle associazioni datoriali. Fra i più rilevanti quelli che riguardano il tema del dumping contrattuale, inserito all'articolo 1, le condizioni di lavoro nei cantieri, i sub-appalti. Tra le fattispecie previste dalla proposta è stata inserita anche l'acquisizione di servizi, forniture e l'esecuzione di opere e lavori. Vengono previsti, poi, elementi di premialità per gli operatori economici che effettuano interventi per migliorare la qualità e il benessere nei luoghi di lavoro. Negli appalti, inoltre, fra i criteri di aggiudicazione saranno considerati anche l'organizzazione del lavoro, la formazione per la sicurezza, l'applicazione dei contratti di lavoro. Viene infine scritta in maniera più dettagliata la norma relativa al rispetto della clausola sociale (la stabilità occupazionale in caso di cambio appalto).
La proposta, prima del via libera definitivo da parte della commissione, sarà adesso esaminata dalla commissione Bilancio per il parere sulle norme finanziarie

La commissione, in precedenza aveva avviato l'esame di due proposte di legge con l'illustrazione da parte dei proponenti.

La prima – n. 303 del 12 luglio 2021 - riguarda il sostegno della Regione a iniziative e progetti in materia di informazione sessuale e di educazione all'affettività. "La Regione – si legge all'articolo 1 - valorizza e sostiene le attività delle istituzioni scolastiche al fine di realizzare un progetto generale di sviluppo delle potenzialità e della personalità in ogni suo aspetto, assicurando a tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze il diritto di ricevere una corretta informazione sessuale e un'educazione all'affettività, intese nei loro diversi aspetti inclusi quelli emozionali, biologici, culturali e giuridici". Lo scopo è quello di fornire informazioni su aspetti anatomici e medici, offrire strumenti culturali per il superamento di pregiudizi relativi al genere, all'identità e all'orientamento sessuale, favorire una sessualità libera e consapevole. Ampia la platea di soggetti a cui la proposta si rivolge, dagli istituti scolastici, agli istituti penitenziari minorili, ai consultori familiari, agli enti del terzo settore.

La seconda proposta – n. 254 del 6 novembre 2020 - riguarda invece la promozione della comunità educante e dei patti educativi di comunità. In pratica si vuole dare una cornice legislativa alle tante iniziative già in essere su tutto il territorio regionale, iniziative che vedono la collaborazione delle scuole con gli enti territoriali e le associazioni, per la creazione di momenti di didattica complementare, salvaguardando al tempo stesso la didattica in presenza e promuovendo la digitalizzazione delle scuole stesse. In pratica un nuovo modello di formazione che vede tutta la comunità collaborare con gli istituti scolastici. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Condividi su