Amatrice, la carenza di alloggi per il personale addetto alla ricostruzione in commissione

La questione rischia di determinare un rallentamento dell'iter dei lavori di ricostruzione post sisma nella cittadina del reatino.
Lavori post terremoto. 30/05/2022 - Il problema della mancanza di alloggi per i dipendenti delle ditte addette alla ricostruzione di Amatrice è stato portato oggi all’attenzione della commissione dodicesima del Consiglio regionale da parte del sindaco della cittadina laziale colpita dal sisma del 2016. Ulteriore problema che va ad aggiungersi ai tanti altri presentati finora dalla attività di ricostruzione, come ha aggiunto il sindaco, che ha chiesto un aiuto alla regione per questa tematica. Da parte regionale si è replicato però che i costi delle imprese al momento della stipula del contratto dovrebbero essere stati quantificati in ogni loro dettaglio, tal che non si può prospettare la problematica in questione come qualcosa di cui la Regione debba farsi carico.

Il sindaco di Amatrice ha voluto precisare che il problema riguarda principalmente la ricostruzione degli alloggi di proprietà privata e che si rischia un blocco dei cantieri, in mancanza di una soluzione, anzi già ora si assiste a un sostanziale fermo delle attività.

La direzione regionale Lavori pubblici ha negato però che le attività di ricostruzione ad Amatrice siano ferme; primo dato da conoscere, è stato aggiunto, è quello inerente la consistenza numerica delle persone addette ai lavori di ricostruzione che necessitano di alloggio. In ogni caso le soluzioni abitative temporanee (SAE) realizzate per dare alloggio nell’emergenza ai residenti, ove non più necessarie a quest'ultimo scopo, possono essere destinate a questa esigenza. Il sindaco ha riconosciuto che esiste questa possibilità ma aggiungendo che a fronte di 12 alloggi temporanei al momento disponibili, più di cento sono le domande presentate. 

Se i numeri sono questi, è evidente che è necessario realizzare nuovi alloggi per i dipendenti delle ditte, ha fatto osservare il presidente della commissione. Tra i consiglieri si è registrata però una sostanziale adesione alla linea esposta dalla direzione  regionale: in particolare, si è fatto notare come, specie in considerazione del fatto che il privato è ora libero di affidare i lavori a qualsiasi ditta di sua fiducia, i costi dei lavori stessi devono essere computati dalle ditte nel totale chiesto al committente al momento della firma del contratto, con esclusione di ogni costo ulteriore ed eventuale come quello che ora viene prospettato.

Precisato comunque da parte della direzione regionale che l'eventuale assegnazione di alloggi temporanei agli operai delle ditte sarebbe soggetta a canone, quindi è da escludere ogni tipo di ipotesi di danno erariale ventilata negli interventi precedenti, la parola è passata all’assessore regionale alle politiche per la ricostruzione, che ha detto di ritenere necessaria una seduta di commissione in cui si faccia il punto sui lavori in corso, visto che le opinioni sullo stato di avanzamento degli stessi sono così discordi. Detto che anche a suo avviso il problema degli alloggi per i dipendenti delle ditte non può essere una preoccupazione della Regione, l’assessore ha richiamato piuttosto l’ attenzione dei presenti sul problema dei prezzi del materiale che rischiano di lievitare.

Problematica comunque, quella di oggi, che, se è stata rappresentata in sede istituzionale dal sindaco evidentemente esiste, a parere del presidente della commissione, che ha quindi chiuso i lavori odierni affermando che il tema va comunque tenuto presente  dalla Regione. 

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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