In decima commissione focus sui Piani di zona, sulla situazione post revoche

Gli assegnatari denunciano situazioni oramai insostenibili e criticano i comuni di Roma Capitale e di Fiumicino, oggi assenti. A margine dell’audizione la direttrice Manetti ha fornito informazioni sui singoli casi.
20/10/2022 - Si è svolta oggi in commissione Urbanistica, politiche abitative, rifiuti, un’audizione sui Piani di zona, sul tema: “Situazione post revoche: esecuzioni e riassegnazioni”. I rappresentanti delle cooperative e degli assegnatari hanno interloquito con la direttrice regionale Manuela Manetti, responsabile della direzione “Urbanistica, politiche abitative e rifiuti”, la quale ha fornito poi ulteriori informazioni, caso per caso, al termine dell’audizione. Hanno disertato la seduta i rappresentanti istituzionali di Roma Capitale e del comune di Fiumicino, fatto che ha suscitato le proteste degli auditi e anche la reazione del presidente della decima commissione, Marco Cacciatore, che ha definito l’assenza “una grave mancanza di rispetto”.

La questione all’ordine del giorno è stata illustrata da Gianmarco Montis (Monte Stallonara e Ponte Galeria), Giusy Rotunno (Castelverde), Isabella Barretta (Associazione Giusta Casa), Mariano Nazio (Borghesiana Pantano), Denis Torredimare e Valerio Carrabs (Colle Fiorito), Emiliano Piccioni (Isolato stazione/Fiumicino). Tutti hanno messo in evidenza i sacrifici fatti anni addietro per accedere alle case in costruzione in edilizia agevolata, i soldi investiti (spesi poi anche per gli avvocati), le inadempienze dei costruttori che avevano usufruito dei finanziamenti pubblici ma che non hanno portato a termine i lavori, i procedimenti giudiziari e le occupazioni abusive. In tutti i casi, gli intervenuti hanno puntato il dito contro i comuni, che – a loro dire – dopo le revoche (tanto auspicate nel corso degli anni) non hanno dato il via a percorsi concreti per dare le case ai legittimi assegnatari.

Gianfranco Montis, in particolare, ha chiesto agli enti locali di “costituirsi nell’ambito delle procedure esecutive”, che vedono gli istituti bancari “avanzare pretese sulle nostre palazzine, peggiorando una situazione che ci vede già stremati da anni di battaglie per un diritto negato”. Isabella Barretta ha parlato di “vite paralizzate” per intere famiglie, che da anni attendono certezze dalle istituzioni. Emiliano Piccioni ha detto che “addirittura il comune di Fiumicino ha fatto ricorso al Tar contro la revoca regionale a un costruttore che nel frattempo è sotto processo per truffa”.

Ha concluso l’audizione la direttrice regionale Manuela Manetti, con alcune precisazioni su quanto emerso dall'incontro. “La Regione - ha detto Manetti - non è organo di vigilanza, in quanto stanzia dei fondi per i piani e poi può solo limitarsi a tutelarli in tutte le sedi. Stiamo agendo, caso per caso, con due obiettivi: il recupero delle somme e la tutela dei residenti. Per questo – ha aggiunto la direttrice – stiamo intervenendo in modo diverso a seconda delle situazioni, con l’unico fine di tutelare i cittadini, perché l’edilizia pubblica è un bene da tutelare. A noi interessa dare le case ai legittimi assegnatari, non riaverle, e per questo ci siamo costituiti in tutti i procedimenti ma in alcuni casi i giudici hanno rigettato la nostra richiesta”. A tal proposito, Manetti ha precisato che “la Regione non può revocare convenzioni, piani di zona o finanziamenti se non ci sono elementi di nostra competenza. Abbiamo fatto tutto il possibile ma non ci possiamo sostituire ai comuni né ai giudici, le cui sentenze vanno rispettate”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Condividi su