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Distretti logistico ambientali, approvata la legge

Il Consiglio regionale, con 26 favorevoli e 7 astenuti, dice sì alla proposta di Patanè.

un impianto per il trattamento dei rifiuti.23/06/2021
Il Consiglio regionale, presieduto da Marco Vincenzi, ha approvato, con 26 voti a favore e 7 astenuti, la proposta di legge sull’istituzione dei distretti logistico ambientali.

“Queste norme erano state presentate nella scorsa legislatura, ma sono arrivate in Aula solo oggi, il che è comunque motivo di soddisfazione” come ha spiegato il primo firmatario del provvedimento, Eugenio Patanè (Pd). Nove gli articoli di questa proposta, cui uno se ne è aggiunto con un emendamento di Giunta. Altri emendamenti sono intervenuti sugli articoli 1, 3, 4 e 6 della proposta di legge, in alcuni casi con riformulazioni dell’assessore Valeriani.

Quest’ultimo ha parlato di un “bel documento” della Regione sul tema dei rifiuti: “Una tessera molto importante di un mosaico normativo teso a fronteggiare l’emergenza rifiuti. Il commissariamento ci sarà - ha detto Valeriani - sia per Roma che per Latina, se non rispettano le prescrizioni della Regione. La zavorra sui dati della differenziata è costituita da Roma, indubbiamente, a livello regionale siamo arrivati al 65 per cento”. Pochissime regioni vantano una normativa di questo tipo, comunque, ha concluso Valeriani.

La proposta, come spiegato ancora da Patanè, si inserisce nella serie di iniziative della Regione per portare a soluzione la problematica dei rifiuti: il 28 luglio 2020 è stato approvato il Piano rifiuti; il 17 febbraio scorso la legge sull’anagrafe dei rifiuti; il 13 aprile poi è nata la cabina di monitoraggio del Piano; a breve verrà discusso il testo unificato sugli Ato, autorità di governo dei rifiuti. “Oggi si aggiunge un altro strumento fondamentale – ha dichiarato - il concetto di economia circolare è alla base di questa normativa sui distretti logistico ambientali; essi individuano aree territoriali omogenee per caratteristiche economiche delle imprese che vi hanno sede, in cui ridurre la produzione di rifiuti e procedere a scambi energetico ambientali per realizzare appunto la circolarità dell’economia attraverso il recupero dei rifiuti, anche grazie al coinvolgimento di università e centri di ricerca. Un regolamento regionale sarà emanato per l’applicazione della normativa. Questo significa fare la propria parte per la Regione su questa tematica”.

Arriva tardi questa iniziativa secondo Fabrizio Ghera (FdI), data la situazione dei rifiuti già gravemente compromessa a Roma; il fallimento della Giunta Zingaretti è anche testimoniato dalla situazione nella capitale, anche se le responsabilità della amministrazione capitolina, non solo quella attuale ma anche la precedente, e della città metropolitana sono innegabili. La scelta di territori meno antropizzati per la realizzazione di impianti dovrebbe essere la regola, ha detto ancora Ghera, non andare a gravare su territori già provati da anni di sacrifici. Strade non facili ma che vanno percorse necessariamente, secondo il consigliere di Fratelli d’Italia. L’idea alla base di questa proposta è anche buona, per Ghera, ma non può coprire i fallimenti delle politiche dei rifiuti, specie nel campo dell’incremento della raccolta differenziata.

L’impiantistica regionale è scadente, secondo Gaia Pernarella del Movimento 5 stelle, e concentrata sulla parte dello smaltimento; ma gli enti provinciali sono sprovvisti di strumenti, ormai, attraverso i quali realizzare politiche più moderne. E’ passato però il principio di legare gli impianti al fabbisogno del territorio e questo è molto importante per non gravare uno stesso territorio di un carico eccessivo di impianti: si tratta di un successo della politica dei rifiuti del Movimento 5 stelle, secondo Pernarella.

La diversità delle posizioni sulla tematica dei rifiuti non impedisce di confrontarsi in spirito positivo su normative che possono rivelarsi utili, ha detto Massimiliano Maselli di Fratelli d’Italia motivando una posizione leggermente differente dal suo collega di partito Ghera; specialmente il rischio che tale normativa possa coprire il fallimento delle politiche dei rifiuti non esiste a suo avviso, tanto quello è evidente. Ben venga l’istituzione dei distretti, quindi, per Maselli, se il loro scopo è ridurre la produzione di rifiuti. Non convinto invece dall’articolo 4 sui piani di distretto si è detto Maselli, perché va a suo avviso ad appesantire questa normativa.

Si poteva avere più coraggio su questi temi secondo il consigliere della Lega Angelo Tripodi, che però ha detto di apprezzare l’apertura all’impiantistica che in questo testo si rileva, tema che sarà sviluppato auspicabilmente nel lavoro sul testo, ha concluso Tripodi. Tentativo di dare finalmente delle risposte ha detto di vedere in questa proposta di legge Giuseppe Simeone di Forza Italia, a differenza di quanto fatto con il Piano rifiuti, a suo tempo approvato; analogo coraggio andrebbe però mostrato nel commissariare Roma sul tema dei rifiuti, che è giunto a livelli intollerabili.

Per Marco Cacciatore del gruppo misto la riduzione dei rifiuti è la principale motivazione alla base di questa legge, che denota il coraggio di portare a compimento le procedure tese a risolvere il problema dei rifiuti per la prima volta in questa regione; la prossima tappa è la legge sugli Ato, ha concluso Cacciatore. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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