Audizione sulle strutture per il "Durante noi" in Commissione sanità

Chieste più agevolazioni fiscali e modifiche alla flessibilità della norma, attesa per la casa di San Vito Romano.

L'audizione di oggi. 05/11/2026 - La commissione Sanità del Consiglio regionale ha svolto un’audizione sulla necessità di previsione nell’ordinamento regionale di strutture per il “Durante noi”, ovvero la fase in cui le persone con disabilità programmano e pianificano insieme con i loro genitori e le loro famiglie il loro futuro assicurandosi una vita autonoma e indipendente quando i propri cari non ci saranno più. In particolare, si è discusso degli aspetti legati alla residenzialità, al progetto di vita e sono state chieste notizie sullo stato della struttura di San Vito Romano. 

La presidente Alessia Savo ha aperto i lavori della seduta coordinando gli interventi dei colleghi e degli auditi. La consigliera Eleonora Mattia (Pd) è stata la prima a prendere la parola per ringraziare la presidente di aver convocato la commissione su sua richiesta e così rapidamente. Ha poi parlato Maurizio Pietropaoli, portavoce del Comitato familiari “Durante noi”, avvertendo che sarebbe limitativo considerare, a livello legislativo, questa fase come soltanto propedeutica al “dopo noi”, perché si privilegerebbero gli aspetti della residenzialità permanente a scapito della flessibilità e di opportunità progettuali più vaste, considerate le famiglie coinvolte, le loro relazioni interpersonali, le capacità di accudimento e quelle di gestione. Il concetto di residenzialità temporanea del “durante noi”, secondo Pietropaoli, dovrebbe costituire un percorso parallelo affiancato alla residenzialità permanente, secondo una progettazione articolata, destinata agli over 35 - over 40, e supportata dalle istituzioni e poi dall’ente gestore. A questo scopo, occorrerebbe una maggiore flessibilità legge regionale, per allargare il concetto di residenzialità temporanea e garantire l’utilizzo di strutture familiari.

 Le norme attuali impedirebbero che quei percorsi possano essere fatti da persone con disabilità intellettiva. Il presidente della Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona con problemi di disabilità, Umberto Gialloreti, ha richiamato l’attenzione sui destinatari della legge regionale che favorisce l’autonomia delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare: una platea, in Italia, di circa 150.000 individui che secondo l’art. 12 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità hanno diritto all’autonomia economica. Fondamentale per evitare che vadano in Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) quando le loro famiglie verranno meno. Per garantirlo, però, è importante limitare la dispersione delle risorse, e includere nel patrimonio solidale le residenze che ospitano persone con disabilità. Esse incidono solo in minima parte sui costi di attività di una struttura di accoglienza, ma la legge n. 112 ancora non dà garanzie in merito.

Fulvio Lauri, presidente di Anffas Lazio, ha aggiunto che molte famiglie stanno partecipando attivamente, chiedendo l’inserimento dell’abitazione del figlio disabile nel patrimonio solidale. Lauri ha sostenuto che la decisione di entrare in residenzialità deve corrispondere a un progetto di vita personalizzato e partecipato, previa valutazione aggiornata delle Unità di valutazione multidimensionale (Uvm). Invece, Guido Trinchieri, vicepresidente della Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona con problemi di disabilità, ha richiamato lo spirito della legge regionale, cioè l’assistenza delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, definendola una norma tanto chiara quanto vanificata in fase di attuazione, poiché consentirebbe, ad esempio, l’erogazione di fondi a spot anche in mancanza di un progetto che possa concludersi realisticamente con la fase del “dopo noi”. La “Casa degli amici” di San Vito Romano, ha rappresentato in questo senso un modello per l’applicazione della legge n. 112, ma ormai è ferma da più di un anno. Per Trincheri sarebbe necessario incidere sulla futura sostenibilità finanziaria del sistema, poiché la legge prevede strumenti per segregare ad esempio i beni a favore della persona con disabilità grave tali da poter assicurare un’autonomia economica. Secondo Roberto Toppoli, del Comitato familiari “Durante noi”, sarebbe importante che la Regione permettesse agli enti locali di sostenere i progetti che funzionano tramite altre linee di finanziamento, applicando ad esempio la flessibilità dei fondi prevista del D. lgs. 62/2024 sul budget salute e sulla disabilità. Rita Gabrielli, dell’Associazione di promozione sociale “Hermes”, ha denunciato la difficoltà di un ente del terzo settore con persone disabili nel reperire un’immobile, con conseguente blocco di tutti i progetti ad esso correlati, e ha proposto di introdurre sgravi fiscali per il privato locatore e delle agevolazioni sul pagamento del canone non limitate al finanziamento dell’80% per i primi tre anni.

L’assessore ai Servizi sociali, Massimiliano Maselli, ha ricordato a proposito che il finanziamento è stato prorogato di altri tre anni al 60%. Gabrielli, ha segnalato anche l’inadeguatezza di alcuni immobili Ater proposti per i progetti di residenzialità, proponendo l’individuazione di altre strutture, e infine ha richiesto l’introduzione di misure che agevolino o annullino l’Irap per le tante realtà del settore in virtù della natura non lucrativa della loro attività.

La parola è poi ritornata alla consigliera Mattia (Pd), che ha ringraziato stavolta gli auditi per la partecipazione e ha proposto di integrare la norma con le modifiche richieste, chiedendo ulteriori audizioni per approfondire la fase del “dopo noi” e la questione della struttura di San Vito Romano. Anche Massimiliano Valeriani (Pd) ha chiesto di modificare il testo, suggerendo uno strumento normativo di iniziativa consiliare della commissione e senza aspettare il prossimo collegato. Ha domandato, come la sua collega di partito, spiegazioni in merito allo stallo della struttura di San Vito Romano, finanziata con 300.000 euro di soldi pubblici. A tutte le questioni poste in audizione ha risposto nuovamente l’assessore Maselli, il quale ha ricordato che lo scorso anno l’Irap è stata eliminata fino a un milione di euro per le associazioni del terzo settore, e che sono previsti ulteriori progressi in fase di approvazione della nuova legge di stabilità. Ha aggiunto, inoltre, che la legge n. 112 è stata approvata all’unanimità dopo un importante percorso di ascolto, con emendamenti fortemente migliorativi della maggioranza quanto dell’opposizione, e ha ribadito la piena e totale apertura per introdurre i necessari aggiustamenti. Ha anche richiamato alcuni aspetti della norma previsti dall’art. 4 che conferiscono grande flessibilità organizzativa alle strutture di tipo familiare, e quelli contenuti nell’art. 8 in favore delle persone con disabilità quanto di quelle fragili. Queste previsioni, integrate con quelle del decreto ministeriale del 23 novembre 2026, secondo l’assessore consentono una grande spazio di autonomia nella gestione del “durante noi” e pertanto non si ravvisa nessuna lacuna normativa. Di contro, l’introduzione di una specifica tipologia destinata esclusivamente alla preparazione della fase del “dopo noi”, rischierebbe di ricondurre a una categoria strutturale ciò che invece è stato affidato alla personalizzazione. Per Maselli, eventuali modifiche potranno essere comunque inserite nelle delibere di attuazione previste dalla norma, richiedendo il parere della commissione, ma sarebbe importante preservarne la flessibilità. Riguardo alla questione degli immobili, ha invece accennato all’esistenza di un protocollo di intesa tra Roma Capitale e la Regione Lazio che ha già reso disponibile la ristrutturazione e la consegna di appartamenti Ater per i ragazzi e le ragazze con disabilità. Sulla casa di San Vito Romano, ha specificato che l’autorizzazione spetta al comune, e che la Regione non può far nulla su questo. L’ingegner Fulvio Viel della direzione regionale Inclusione sociale, è intervenuto in merito aggiungendo che sono in corso dei passaggi amministrativi tra il comune di San Vito e quello di Roma, e la struttura regionale li sta monitorando, auspicando una risoluzione della vicenda entro i primi mesi del prossimo anno.

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio