Polemiche in commissione Trasparenza per l'assenza della Giunta nell'audizione sul caso Aleandri
L’incontro era stato richiesto da Tidei per avere chiarimenti sulla sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato la Regione per la nomina del direttore regionale all’Agricoltura.

17/03/2026 - Nulla di fatto in commissione Trasparenza e pubblicità in merito alla richiesta di chiarimenti relativi alla sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Roma sul conferimento al dott. Roberto Aleandri dell’incarico di direttore regionale all’Agricoltura e Sovranità alimentare, Caccia e pesca, Foreste.
In apertura di seduta, è stato lo stesso presidente della tredicesima commissione,
Massimiliano Valeriani (Pd), a prendere atto dell’assenza di tutti i soggetti convocati all’audizione richiesta da Marietta Tidei (Italia viva), dichiarandosi "profondamente amareggiato per la scelta della Giunta di non presentarsi". Erano stati convocati: Franceso Rocca, Presidente della Regione; Giuseppe Pisano, Capo Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione; Luisa Regimenti, Assessora Personale, Polizia locale, Enti Locali, Sicurezza urbana, Università; Luigi Ferdinando Nazzaro, Direttore Direzione regionale Personale, Enti locali e Sicurezza.
Prima della chiusura dei lavori, sono intervenuti la stessa
Marietta Tidei e Mario Ciarla (Pd) per stigmatizzare il comportamento della Giunta. “Quello che emerge dalla sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma non è un semplice vizio procedurale – ha esordito Tidei – ma è qualcosa di molto più grave, è soprattutto la fotografia di un sistema che ha smarrito le regole della trasparenza e il rispetto delle competenze. Il giudizio non solo ha accertato l'illegittimità della procedura del conferimento di questo incarico apicale – ha proseguito Tidei – ma ha condannato la Regione al pagamento di 225 mila euro al ricorrente, più le spese”.
“Le scelte dovrebbero fondarsi sulla competenza, sul merito, sulla coerenza anche dei titoli – ha aggiunto Tidei – e non certo su criteri opachi e su vicinanze, diciamo, politiche. Da questo punto di vista, io credo che sia gravissimo quello che è successo e oggi, di fronte a una sentenza così tranchant, considero molto grave che non ci siano l'assessora Regimenti, di cui tra l'altro lasciatemelo dire non abbiamo mai un udito la voce in tre anni di Consiglio, né il presidente Rocca”. A tal proposito, la consigliera di Italia viva ha ricordato che il Consiglio regionale “ha compiti precisi di indirizzo e di controllo e quando chiede di poter controllare non si fugge: la Giunta dovrebbe venire qui a dare delle risposte”.
Anche
Mario Ciarla è intervenuto sulla questione. Dopo aver epresso totale condivisione dei giudizi espressi da Tidei, il capogruppo del Partito democratico ha annunciato che il comportamento della Giunta avrà delle gravi conseguenze sui lavori del Consiglio: “Noi non possiamo riprendere le attività finché non ci sarà un elemento di chiarezza e di presenza del presidente Rocca in commissione Trasparenza sulle nomine dei direttori. Di fronte a quello che è avvenuto oggi si determina un salto di qualità, è impossibile fare finta di nulla, questa è una istituzione non una bocciofila. Di fronte a una commissione che va deserta – ha concluso Ciarla – pensare che noi al prossimo Consiglio possiamo fare una discussione come se nulla fosse accaduto mi pare impossibile e, quindi, chiedo al presidente Valeriani di comunicare al presidente Rocca e alla Giunta le conseguenze della scelta inopinata che hanno fatto oggi”.
Oltre al presidente Valeriani, al vicepresidente Ciarla e a Tidei, hanno partecipato alla seduta anche i consiglieri
Luciano Nobili (Italia viva) e
Michela Califano (Pd).
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio